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GTA 6, il leaker Cyberleek incassa 230.000 euro e sparisce

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Il leaker di GTA 6 conosciuto online come Cyberleek avrebbe incassato l’equivalente di circa 230.000 euro in criptovalute, e la cifra arriva proprio mentre il flusso di materiale trafugato si è fermato del tutto. Dopo la pubblicazione del video di gameplay ufficiale firmato Rockstar, dalla blockchain è emerso un conteggio più preciso di quanto ha reso l’operazione a chi l’ha messa in piedi, confermando le stime già alte circolate nei giorni precedenti.

I numeri parlano di trasferimenti effettuati il 27 agosto, con i fondi provenienti dalle commissioni generate dalle transazioni del token $CYBERLEEK. Parte del denaro è finita su diversi wallet, altra parte su piattaforme di scambio come KuCoin e CCE.Cash. A ricostruire il percorso è stato un utente di GTAForums che seguiva il progetto sin dall’inizio, incrociando movimenti e indirizzi fino a ottenere un quadro abbastanza chiaro.

Il crollo del token e i soldi usciti dal progetto

Il momento scelto per il prelievo coincide con un tracollo verticale del valore della criptovaluta. Si è passati da circa 0,03 euro a meno di 0,003 euro per token, una perdita superiore all’80%. Anche la capitalizzazione di mercato ha seguito la stessa curva, scendendo da circa 20 milioni di euro a poco più di 2,7 milioni in tempi rapidissimi. Chi era entrato sperando in un guadagno facile si è ritrovato con un asset praticamente svuotato.

C’è un dettaglio che rende la faccenda ancora più discutibile. Prima che i fondi venissero portati fuori, sarebbero stati bruciati circa 270 milioni di token, una pratica che tende a sostenere artificialmente il prezzo riducendo l’offerta disponibile. In altre parole, il valore poteva sembrare più solido di quanto fosse davvero. Le stime disponibili indicano inoltre che la sola attività di negoziazione avrebbe prodotto tra 35 e 50 mila euro di commissioni, un ricavo aggiuntivo rispetto al grosso della somma. Il tutto era stato presentato con una cornice ideologica. La motivazione dichiarata parlava di una protesta contro la sparizione progressiva delle edizioni fisiche dei videogiochi e contro alcune pratiche dell’industria. Guardando i movimenti di denaro, però, l’operazione assomiglia molto più a un modo per monetizzare l’attesa spasmodica del pubblico per GTA 6.

Quindici video, poi il silenzio

Sul fronte dei contenuti rubati, la produzione si è azzerata. Cyberleek aveva diffuso 15 video non autorizzati, un materiale che mostrava i protagonisti Jason e Lucia, ampie porzioni del territorio di Leonida, una città nudista e perfino il prologo della storia. Roba pesante, per chi lavora a un gioco atteso in questo modo. Poi, all’improvviso, più niente.

Il tempismo è interessante, perché la diffusione si è interrotta esattamente mentre Rockstar pubblicava il suo Extended Look, cioè il filmato ufficiale che ha mostrato il gioco in movimento con la regia della casa di sviluppo. Da quel momento il canale dei leak di GTA 6 ha smesso di produrre nuovo materiale, lasciando aperta la sensazione che l’obiettivo economico fosse già stato centrato.

Va detto che l’intera vicenda ha coinvolto due piani diversi che si sono intrecciati. Da un lato il furto e la pubblicazione di contenuti riservati, dall’altro la costruzione di un token pensato per cavalcare l’attenzione mediatica generata da quel furto. Il secondo aspetto, alla luce dei numeri sulla blockchain, sembra aver funzionato molto meglio del primo in termini di ritorno concreto per chi ha organizzato tutto. Nel frattempo, chi aspetta di giocare deve segnare una data sul calendario. GTA 6 è previsto per il 19 novembre 2026 su PlayStation 5 e Xbox Series X e S, mentre non risultano comunicazioni ufficiali su altre piattaforme. Il video ufficiale resta l’unico materiale che Rockstar ha voluto mostrare di sua iniziativa, e per ora è quello che ha spento il rumore attorno ai filmati trafugati.

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