In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
La collaborazione tra Motorola e GrapheneOS comincia a prendere una forma più precisa, e questa volta il discorso si allarga anche ai pieghevoli della famiglia RAZR. Gli sviluppatori del sistema operativo, uno dei preferiti da chi mette privacy e sicurezza davanti a tutto il resto, sono tornati a parlare sui social dopo le prime dichiarazioni di qualche giorno fa, aggiungendo qualche dettaglio su come intendono muoversi nel 2027. La tabella di marcia prevede due tempi: prima un modello Motorola tradizionale, poi l’apertura verso i dispositivi con display flessibile.
Non è un passaggio da poco, perché fino a oggi GrapheneOS ha lavorato esclusivamente sui Pixel. Una scelta mai casuale, legata alle garanzie di sicurezza hardware e alla durata degli aggiornamenti offerti da Google, che però ha limitato il perimetro a due sole categorie di prodotto: i classici candybar e i pieghevoli a libro. Un Flip come RAZR, con la chiusura verticale e lo schermo esterno compatto, sarebbe quindi una novità assoluta per il progetto.
Perché il form factor RAZR interessa agli sviluppatori
Sul punto gli sviluppatori si sono espressi in modo abbastanza diretto: il formato a conchiglia ha vantaggi concreti, soprattutto per chi cerca la massima portabilità e usa il telefono prevalentemente con una mano sola. È un tipo di utenza che finora non aveva alcuna alternativa se voleva un sistema operativo orientato alla privacy, visto che nessun pieghevole verticale rientrava nella lista dei dispositivi compatibili. L’apertura verso Motorola cambierebbe questo scenario, offrendo per la prima volta una combinazione tra sicurezza avanzata e un corpo macchina che sta comodamente in tasca.
Nel frattempo il lavoro sui dispositivi Google non si ferma. GrapheneOS ha confermato che il supporto alla serie Pixel continuerà come sempre, senza tagli o rallentamenti dovuti alla nuova partnership. Anzi, nei piani di sviluppo compaiono già tutti i modelli di undicesima generazione, compreso il futuro Pixel 11 Pro Fold. Un segnale piuttosto chiaro: l’accordo con Motorola va letto come un ampliamento, non come una sostituzione.
Cosa manca ancora ai RAZR per essere compatibili
Il quadro tecnico è interessante, perché i RAZR attualmente in commercio, quelli del 2026, sarebbero già piuttosto vicini ai requisiti richiesti dal progetto. Vicini, però, non significa pronti. Restano alcune caratteristiche considerate imprescindibili dal team di sviluppo, e la prima riguarda il supporto alla Memory Tagging Extension, sigla MTE, una tecnologia pensata per intercettare e bloccare le vulnerabilità legate alla gestione della memoria. È uno dei pilastri su cui GrapheneOS costruisce le proprie difese, e senza quella funzione l’intero impianto di sicurezza perderebbe parecchia efficacia.
L’altro tassello mancante riguarda l’integrazione con il Secure Element, il componente hardware dedicato alla custodia dei dati più delicati, dalle chiavi crittografiche alle credenziali di pagamento. Anche qui gli sviluppatori chiedono un livello di dialogo con il sistema operativo che al momento i dispositivi Motorola non garantiscono del tutto. Sono richieste che riguardano l’hardware e le scelte progettuali del produttore, quindi non basta un aggiornamento software per risolverle.










