Vai al contenuto
Offerte

Grande Discordanza, il ruolo degli antichi continenti nel mistero

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Nel registro geologico della Terra mancano all’appello centinaia di milioni di anni, e a farli sparire potrebbero essere stati gli antichi continenti. È questa l’idea che prova a dare una risposta a uno dei misteri più pressanti per chi studia la storia del pianeta, la cosiddetta Grande Discordanza, un vuoto che si osserva chiaramente nel Grand Canyon ma che compare anche in altre località. Per molto tempo questo buco nella cronologia delle rocce è rimasto un enigma senza una spiegazione condivisa. Ora però una possibile soluzione sembra prendere forma.

Un vuoto enorme nella memoria delle rocce

Per capire di cosa si parla conviene partire dal concetto di discordanza. In geologia il termine indica il punto in cui due strati rocciosi si trovano uno sopra l’altro pur appartenendo a epoche lontanissime tra loro. In condizioni normali le rocce si accumulano strato dopo strato e custodiscono, quasi come le pagine di un libro, la successione degli eventi che hanno segnato il pianeta. Quando invece una parte di quelle pagine manca, il racconto si interrompe di colpo e la sequenza salta da un capitolo all’altro senza passaggi intermedi.

Nel caso della Grande Discordanza il salto è impressionante. Non si tratta di qualche migliaio di anni andato perduto ma di un intervallo che si misura in centinaia di milioni di anni. Un pezzo gigantesco della storia della Terra che, almeno in quei punti, sembra semplicemente non esserci più. Ed è proprio questa dimensione fuori scala ad aver reso il fenomeno così difficile da interpretare.

Il Grand Canyon è probabilmente il luogo più famoso dove osservarlo. Le sue pareti scavate mettono a nudo una lunga serie di strati e permettono di vedere a occhio nudo il punto di contatto tra rocce di età molto diverse. Ma il fenomeno non è un’esclusiva di quel paesaggio americano, perché si ritrova anche in altre zone del mondo. Ed è questo a renderlo ancora più intrigante, visto che fa pensare a un evento capace di lasciare il segno su scala ben più ampia di una singola regione.

Il ruolo degli antichi continenti

La chiave di lettura proposta chiama in causa gli antichi continenti. Secondo questa ipotesi sarebbero stati proprio loro ad aver cancellato quella parte di registro geologico, eliminando le rocce che avrebbero dovuto documentare un periodo lunghissimo. Non una semplice lacuna dovuta al caso quindi, ma il risultato di processi legati alle grandi masse di terra che dominavano il pianeta in un passato remoto.

È un cambio di prospettiva interessante. Invece di considerare il vuoto come qualcosa che non si è mai formato, l’attenzione si sposta su ciò che potrebbe essere stato distrutto in seguito. Le rocce di quell’epoca, in altre parole, sarebbero esistite e poi sarebbero state rimosse, lasciando dietro di sé soltanto lo strano accostamento di strati che oggi i geologi osservano nelle pareti del Grand Canyon e negli altri siti dove la discordanza affiora.

Si tratta di un’idea che offre una pista concreta per uno dei rompicapi più discussi delle scienze della Terra. La Grande Discordanza viene descritta da tempo come un mistero pressante proprio perché tocca un tassello fondamentale della cronologia del pianeta. Capire perché manchino centinaia di milioni di anni significa infatti ricostruire con maggiore precisione cosa sia successo alla superficie terrestre in un’epoca in cui i continenti avevano una configurazione molto diversa da quella attuale. E l’ipotesi che siano stati proprio quei continenti primordiali a cancellare una porzione così vasta della documentazione rocciosa rappresenta la possibile soluzione oggi sul tavolo.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
191 Condivisioni