Google Traduttore ha appena raggiunto un traguardo davvero significativo: il 28 aprile 2006 veniva lanciato ufficialmente il servizio, e oggi, a distanza di esattamente vent’anni, il colosso di Mountain View ha voluto festeggiare nel modo che gli riesce meglio, cioè aggiungendo qualcosa di nuovo. Ma prima di parlare della novità, vale la pena ripercorrere un attimo la strada fatta da uno strumento che oggi viene utilizzato mensilmente da oltre mezzo miliardo di persone in tutto il mondo.
Google Traduttore nacque come un semplice “esperimento di apprendimento automatico” nei laboratori di Google Research. Chi lo ricorda agli esordi sa bene quanto fossero approssimative le traduzioni, sostanzialmente rese parola per parola, senza alcuna comprensione del contesto. La vera svolta arrivò nel 2016, quando il servizio riuscì finalmente ad andare oltre la traduzione letterale. Da quel momento in poi, la qualità ha fatto un salto enorme. Oggi, dopo altri dieci anni, Google Traduttore è pervaso dall’intelligenza artificiale di Gemini, supporta quasi 250 lingue (comprese quelle indigene e perfino gli slang), copre il 95% della popolazione mondiale con oltre 60.000 combinazioni linguistiche e offre funzioni di traduzione e conversazione in tempo reale. È integrato anche in altri strumenti di Google, come la AI Mode e Cerchia e Cerca.
Per celebrare il ventesimo anniversario, Google ha anche condiviso una rassegna con 20 curiosità sull’app, tra le funzioni più utilizzate nel mondo e i trend delle frasi più tradotte. Un modo simpatico per riavvolgere il nastro e ricordare da dove tutto è partito.
Pratica di pronuncia: la novità potenziata da Gemini
Ma il regalo di compleanno vero e proprio è un’altra cosa. Sulla scia delle funzioni “Capisci” e “Chiedi“, annunciate a fine febbraio, Google ha sfruttato questa ricorrenza per lanciare un terzo strumento che completa il trittico. Nell’app per Android arriva “Pratica di pronuncia“, una funzionalità che permette di esercitarsi e perfezionare la propria dizione grazie all’intelligenza artificiale.
Il funzionamento è piuttosto intuitivo: basta scrivere una frase da tradurre e, una volta ottenuta la traduzione, selezionare il pulsante “Fai pratica” (che compare in basso, tra “Capisci” e “Chiedi”), toccare “Pronuncia” e parlare. Il modello integrato analizza il parlato e fornisce un feedback immediato su cosa non va nella pronuncia, invitando a riprovare finché il risultato non sia soddisfacente. L’obiettivo è chiaro: dare agli utenti la possibilità di sentirsi più sicuri prima di avviare una conversazione in una lingua straniera. Niente più figuracce al ristorante o alla reception dell’hotel, almeno in teoria.
Questa funzione rappresenta un passo avanti notevole per Google Traduttore, che ormai non si limita più a tradurre testi ma punta a diventare un vero e proprio compagno di apprendimento linguistico, sfruttando le capacità di Gemini per offrire un’esperienza sempre più interattiva.
C’è però un dettaglio che frenerà l’entusiasmo di molti. La funzionalità Pratica di pronuncia è disponibile a partire da oggi esclusivamente negli Stati Uniti e in India. Le lingue supportate al lancio sono tre: inglese, spagnolo e hindi. Non ci sono al momento indicazioni su quando il rilascio verrà esteso su scala globale, il che lascia un po’ di amaro in bocca a chi sperava di provarla subito. Per chi volesse farsi trovare pronto, il consiglio è comunque quello di verificare di avere installata l’ultima versione dell’app Google Traduttore dal Google Play Store ed eventualmente aggiornarla.