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Google Telefono, la Protezione antifrode arriva sulle chiamate in uscita

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La Protezione antifrode di Google Telefono, arrivata ufficialmente in Italia circa sei mesi fa sugli smartphone Pixel compatibili, si prepara a fare un passo avanti piuttosto interessante. Fino a oggi il sistema ha lavorato solo su un fronte, quello delle chiamate in arrivo, ma dalle ultime versioni di prova dell’applicazione emergono segnali chiari di un ampliamento: presto la stessa logica di rilevamento potrebbe applicarsi anche alle chiamate in uscita, quelle che parte l’utente stesso a comporre.

Il funzionamento attuale, per chi non ci avesse mai messo mano, è abbastanza diretto. La funzione fa parte della suite Assistenza Chiamate e si basa su un vero e proprio bagaglio di conoscenze relativo ai metodi con cui i truffatori raggirano le vittime. Quando riconosce schemi sospetti durante una conversazione, mostra una notifica in tempo reale. Niente di invasivo, nessun blocco automatico, solo un avviso che compare mentre la telefonata è in corso.

Come lavora la Protezione antifrode sui Pixel

La differenza tra i vari modelli sta nel motore che alimenta il sistema. Su Pixel 9 e successivi, con l’eccezione di Pixel 9a e Pixel 10a, il lavoro è affidato a Gemini. Sugli altri dispositivi, quindi a partire da Pixel 6 e includendo proprio Pixel 9a e Pixel 10a, entrano in gioco i modelli di machine learning sviluppati da Google. Il punto che conta davvero, però, è un altro: qualunque sia il dispositivo, tutto avviene interamente on device. Significa che nessun frammento di conversazione lascia lo smartphone, niente server esterni, niente condivisione con terze parti. Un dettaglio non da poco, considerando che stiamo parlando di un sistema che ascolta il contenuto delle telefonate.

Il nome in codice interno della funzione è “Sharpie” e finora, come detto, si è limitata a monitorare ciò che arriva. L’insider AssembleDebug ha però individuato nell’ultima beta dell’app una stringa piuttosto eloquente, enableSharpieOnOutgoingCalls, che lascia poco spazio all’interpretazione: Mountain View sta preparando il terreno per estendere la copertura anche alle chiamate effettuate dall’utente.

Perché estendere il controllo alle chiamate in uscita

Il motivo dietro questa scelta ha una sua logica stringente. I truffatori più smaliziati hanno già capito come aggirare il filtro esistente sui Pixel: basta far sì che sia la vittima a comporre il numero. Un messaggio, una email, un finto avviso della banca con un recapito da richiamare, e il gioco è fatto. La chiamata parte dall’utente, il sistema di rilevamento non entra in azione, la truffa procede indisturbata. Coprire anche il traffico in uscita chiude questa falla in modo abbastanza naturale.

Sui tempi, però, non ci sono indicazioni. L’insider precisa che la funzione non risulta ancora attivabile nemmeno forzandola, il che suggerisce che lo sviluppo sia ancora a metà strada. Nessuna data, nessun accenno a un rilascio graduale, solo la conferma che il lavoro è in corso.

Aggiornare l’app e provare le novità in anteprima

Chi volesse scaricare o aggiornare Google Telefono può farlo direttamente dal Google Play Store, dove basta selezionare “Installa” oppure “Aggiorna” a seconda dei casi. Per chi invece ha voglia di mettere le mani sulle funzionalità in arrivo prima del rilascio pubblico, esiste il Programma Beta dell’applicazione, accessibile tramite la pagina dedicata. Capita spesso che i posti disponibili siano esauriti: in quel caso resta la strada dell’installazione manuale del pacchetto APK, reperibile sui portali specializzati come APK Mirror.

Va detto che le funzioni individuate nel codice delle beta non sempre arrivano al pubblico, e quando ci arrivano possono presentarsi in forma diversa da quella intercettata in fase di test. La Protezione antifrode estesa alle chiamate in uscita, al momento, resta una riga di codice disattivata dentro un’applicazione in evoluzione.

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