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Google Pixel 12 farà un vero salto: avrà batterie al silicio-carbonio

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Le batterie dei prossimi Google Pixel 12 potrebbero essere il vero salto generazionale della prossima famiglia di smartphone Google, molto più del design o della fotocamera. Si parla infatti di un passaggio alle celle silicio carbonio, una tecnologia che ormai quasi tutti i produttori hanno adottato e che darebbe a Google parecchio margine in più per progettare funzioni pensate davvero per chi usa il telefono tutto il giorno.

Il tema autonomia, del resto, è sempre stato un punto dolente per la linea Pixel. Anche quando le capacità sembravano generose sulla carta, il risultato pratico non convinceva del tutto. E i numeri dell’ultima generazione raccontano una storia curiosa, quasi controintuitiva.

Capacità in calo, autonomia in crescita

Il modello base ha guadagnato pochissimo, passando da 4.970 mAh del modello 2025 a 4.985 mAh di Pixel 11. Pixel 11 Pro invece è addirittura sceso a 4.850 mAh contro i 4.870 mAh di Pixel 10 Pro. Un calo di 20 mAh che però impallidisce davanti a quello del fratello maggiore: Pixel 11 Pro XL si ferma a 5.115 mAh contro i 5.200 mAh di Pixel 10 Pro XL, ovvero 85 mAh in meno.

Eppure Google dichiara fino a 30 ore di autonomia per entrambi i modelli Pro, contro le 24 ore di Pixel 10 Pro e Pixel 10 Pro XL. Sei ore in più con una batteria più piccola: come è possibile? La risposta sta nel chip. Tensor G6 viene prodotto da TSMC con il nodo produttivo a 2 nanometri, il più avanzato disponibile, che porta con sé l’architettura a transistor Gate All Around.

In pratica, usando nanofogli orizzontali impilati, il gate avvolge il canale su tutti e quattro i lati. Il risultato è una riduzione delle dispersioni di corrente e un aumento della corrente di pilotaggio, il che permette ai transistor di passare più rapidamente da acceso a spento e viceversa. Tradotto: più potenza di calcolo e maggiore efficienza. La scommessa di Google è che il guadagno in efficienza energetica del nodo a 2 nanometri superi abbondantemente la perdita dovuta alle batterie più piccole.

Perché le celle silicio carbonio cambierebbero le carte in tavola

A questo punto entra in gioco il futuro. Le voci su un passaggio alle batterie silicio carbonio circolano da tempo e riguardano proprio la prossima generazione. Ad oggi soltanto Google e Apple non hanno ancora fatto questa scelta, mentre il resto del mercato ci si è buttato da un pezzo. Il vantaggio principale è evidente: queste celle riescono a immagazzinare più energia in uno spazio più ridotto. E in più si ricaricano più velocemente.

Il rovescio della medaglia esiste ed è il motivo per cui i due colossi americani hanno tenuto la porta chiusa fino ad ora. Le celle silicio carbonio invecchiano più in fretta rispetto alle tradizionali agli ioni di litio. Si espandono parecchio durante la ricarica e il materiale interno si degrada più rapidamente. Una questione di longevità, insomma, che pesa quando si promettono anni di aggiornamenti software.

Sul fronte ricarica, la situazione attuale è già discreta. Con Pixel 11 e Pixel 11 Pro, dopo mezz’ora attaccati alla presa si arriva fino al 55 per cento. Su Pixel 11 Pro XL lo stesso tempo porta la batteria fino al 75 per cento.

Nessuna data ufficiale, ma il momento sembra vicino

Google non ha comunicato alcun calendario per il passaggio alle nuove celle, però l’ipotesi che la transizione arrivi già con la serie Pixel 12 non sorprenderebbe nessuno. Rick Osterloh, Senior Vice President della divisione Devices and Services di Google, ha più volte ribadito qual è l’obiettivo della linea Pixel: mettere insieme il meglio di Google, dall’intelligenza artificiale all’hardware fino al software, per offrire esperienze utili a chi acquista questi telefoni.

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