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Reanimal, il primo DLC allunga l’avventura ma non sorprende

In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni

Reanimal era stato accolto con entusiasmo quasi unanime, ma con un appunto che ritornava in ogni discussione: durava troppo poco. Ora arriva il primo dei tre DLC previsti da Tarsier Studios e la durata complessiva dell’avventura cresce di circa un’ora. Abbastanza per spostare gli equilibri nella corsa al gioco dell’anno? La risposta, come spesso capita con i contenuti aggiuntivi, sta nelle sfumature.

Il 2026 non si può certo definire un’annata povera. La prima metà dell’anno ha portato produzioni di peso, da Resident Evil Requiem a Forza Horizon 6, passando per 007 First Light. Titoli diversissimi tra loro, tutti capaci di lasciare un segno. Eppure, tra le esperienze che hanno colpito di più, Reanimal occupava e continua a occupare una posizione particolare, proprio per quella capacità di costruire atmosfera senza mai calcare la mano.

Il Prigioniero e il Soldato, dentro uno scenario di guerra

Il primo DLC cambia prospettiva e mette il giocatore nei panni di due nuovi protagonisti, il Prigioniero e il Soldato. L’ambientazione è uno scenario profondamente segnato dalla guerra, e a rendere il tutto più teso ci pensa un nemico inedito: un soldato gigantesco armato di lanciafiamme, che in più di un’occasione costringe a scappare e a cercare un nascondiglio. Di elemento animale, o meglio di bestia, in questa espansione ce n’è però ben poco. Chi si aspettava un ritorno alle creature del gioco base resterà a bocca asciutta.

L’altra cosa da mettere in chiaro è che non si tratta di un’avventura autonoma. Il DLC pesca a piene mani da quanto già visto in Reanimal, tanto che una sezione risulta praticamente identica a una già affrontata, e anche uno dei nemici era già stato incontrato. È qui che conviene ragionare sulla natura di questo contenuto: non un capitolo nuovo, ma un prolungamento. Quello che manca, in sostanza, è la sensazione di scoperta. Nel gioco principale sorprendevano le intuizioni registiche, il modo in cui gli ambienti diventavano parte integrante dell’esperienza, certe soluzioni che restano in testa a lungo. In questa espansione si sente invece il peso del contenuto aggiuntivo, pensato per chi voleva più di quello che già conosceva.

La macchina fotografica come piccola novità di gameplay

Qualcosa di inedito comunque c’è. Il Prigioniero dispone di una macchina fotografica utilizzabile in modi diversi lungo il percorso. Permette per esempio di bloccare temporaneamente alcuni nemici e di interagire con determinati oggetti ambientali, uno dei quali si ricollega direttamente a un elemento dell’avventura principale. Una meccanica interessante, che introduce una variazione al gameplay. Piccola, piccolissima, ma c’è.

Il bilancio è quello di un DLC che fa il suo mestiere in modo onesto. Concede un altro pezzo di Reanimal, senza rivoluzionare nulla, senza raggiungere i picchi dell’avventura originale e riciclando in modo inevitabile elementi già noti. Resta comunque un’ora piacevole, costruita con cura, capace di riportare in uno degli universi più affascinanti visti quest’anno.

Perché forse conviene attendere gli altri due DLC

Il consiglio, a questo punto, è di prendersi tempo. Dato che sono previste altre due espansioni, potrebbe avere più senso lasciarle arrivare tutte e tre e affrontarle insieme. In quel modo il pacchetto complessivo acquisterà probabilmente un peso diverso, permettendo di vivere una nuova porzione di gioco senza quella sensazione fastidiosa di qualcosa che finisce praticamente appena è cominciato. Un problema, va detto, che riguardava già il titolo base con le sue circa quattro ore per arrivare ai titoli di coda, ore intense ed emozionanti ma capaci di lasciare l’impressione che mancasse un pezzo.

Questa prima espansione non modifica il giudizio complessivo su Tarsier Studios e sulla sua creatura. E forse è esattamente questo il punto. Reanimal rimane uno dei giochi più interessanti dell’anno, e il DLC non lo rende migliore di quanto già fosse: offre semplicemente un’altra ora da passare dentro il suo mondo. Per chi ne voleva ancora, non è affatto poco.

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