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GOG lancia Printable Big Box: le scatole dei giochi da stampare

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Chi ha vissuto il PC gaming prima dell’era degli store digitali ricorderà bene le scatole grandi, e adesso GOG prova a riportarle indietro in una forma inedita, cioè stampabile. La piattaforma ha iniziato a distribuire modelli 3D scaricabili e scansioni ad alta risoluzione delle confezioni originali, pronte da stampare e piegare, per un primo gruppo di giochi presenti nel catalogo. Nessuna ristampa fisica ufficiale, nessun oggetto da comprare a parte, soltanto file da scaricare e un pomeriggio da passare con forbici e colla.

Il progetto si chiama Printable Big Box e per ora comprende cinque titoli soltanto: Armikrog, Descent, Hitman: Codename 47, Myst e Star Trek: 25th Anniversary. Chi sfoglia le pagine di questi giochi sullo store trova la voce “3D Boxes” tra i Goodies inclusi, quindi tra i contenuti extra visibili ancora prima dell’acquisto. Una volta ottenuto il gioco, si scarica un archivio ZIP che contiene due cose. Da un lato il box art trasformato in oggetto 3D animato, in formato GLB, facile da aprire praticamente ovunque. Dall’altro un modello piatto da stampare, disponibile in PDF, SVG e Adobe Illustrator. L’animazione del modello mostra anche l’apertura del lembo frontale, quel dettaglio che chiunque abbia avuto in mano una scatola dell’epoca riconosce al volo.

Conservare gli oggetti, non solo il software

L’idea dichiarata da GOG è semplice e ha a che fare con la preservazione. Il software si può copiare all’infinito, gli oggetti fisici no: le scatole si perdono, si schiacciano sotto altre scatole, finiscono in cantina o direttamente nella spazzatura. Scansionarle e permettere a chiunque di ristamparle viene descritto come preservazione in un’altra forma, la stessa missione che tiene in vita i giochi vecchi sui computer moderni, applicata però al contenitore in cui quei giochi arrivavano. Definizione usata dall’azienda: un vero progetto di papercraft per chi sente la mancanza di scaffali pieni di confezioni. Dietro l’operazione c’è una collaborazione con Benjamin Wimmer e il suo sito Big Box Collection, che dal 2015 ha accumulato oltre 1.000 scansioni tridimensionali provenienti dalla sua collezione privata di giochi per PC. Wimmer, parlando con GOG, ha mostrato un atteggiamento meno nostalgico di quanto ci si aspetterebbe da un collezionista. Apprezza l’arte delle vecchie confezioni, certo, ma riconosce anche il valore della loro evoluzione nelle schede interattive degli store digitali, quelle che offrono immagini, screenshot, video di gioco e altro ancora. Non mostrare tutto questo sotto forma di scatola, dice, è semplicemente buona esperienza utente.

Il timing non è casuale

La mossa arriva in un momento complicato per il supporto fisico nei videogiochi. Sony sta procedendo con i piani per abbandonare le uscite al dettaglio dei giochi PlayStation, Xbox consente a chi possiede i dischi di convertirli in “entitlements” digitali e Nintendo distribuisce molti giochi “retail” per Switch 2 come virtual game card prive di dati veri e propri. In pratica la scatola, quando ancora esiste, sempre più spesso non contiene nulla.

In questo contesto GOG rilancia il suo argomento storico, ovvero gli installer DRM free. File che si possono copiare all’infinito su nuovi hard disk o su supporti fisici, con la promessa che nessuno possa mai togliere i giochi già pagati. L’espansione fisica del GOG Preservation Program segue esattamente questa logica: se il gioco resta nelle mani di chi lo ha comprato, tanto vale che ci resti anche la sua confezione, foss’anche una copia di carta piegata sul tavolo di cucina. Cinque titoli sono pochi, va detto, ma il bacino di scansioni disponibile grazie al Big Box Collection lascia intendere che il catalogo possa crescere. Per il momento chi vuole rimettere in bella vista Myst o Descent deve solo procurarsi una stampante decente, della carta abbastanza spessa e un po’ di pazienza con le linee di piega.

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