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Getty Images: problemi per le cause contro l’AI troppo costose

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Nel panorama in rapida evoluzione dell’intelligenza artificiale generativa, si stanno diffondendo diverse questioni complesse. A tal proposito, Getty Images si trova al centro di un confronto acceso e complesso. L’azienda, da anni, è impegnata a difendere i propri contenuti visivi dalle tecnologie di AI che li utilizzano senza autorizzazione. Sembra però che ora sia costretta a riconsiderare le proprie strategie. A fare il punto è stato Craig Peters, CEO di Getty. Quest’ultimo ha ammesso durante un’intervista con CNBC quanto la strada legale intrapresa si stia rivelando economicamente insostenibile. Solo nella causa contro Stability AI, ha detto Peters, l’azienda ha già speso una cifra definita particolarmente costosa.

Il procedimento legale, ancora in corso, è iniziato nel 2023. Getty accusa Stability AI di aver utilizzato oltre 12 milioni di immagini dal suo archivio per addestrare Stable Diffusion, il loro modello generativo. Ciò senza licenzacompenso. Una pratica che, secondo Peters, rappresenta un uso illegittimo e concorrenza sleale, poiché ignora deliberatamente le opzioni di licenza che sarebbero disponibili per un uso legale del materiale.

La risposta di Stability AI si basa su un principio diverso. L’azienda sostiene che l’addestramento di modelli su dati accessibili pubblicamente rientri nel cosiddetto fair use. Ovvero un uso considerato lecito secondo il diritto statunitense sul copyright. Secondo tale visione, porre limiti troppo rigidi sull’accesso ai contenuti digitali soffocherebbe l’innovazione e metterebbe le imprese americane in svantaggio. Peters non accetta tale narrazione. Secondo lui, le aziende di intelligenza artificiale si appropriano del lavoro altrui mascherandolo da progresso tecnologico. Per poi offrire quei servizi direttamente in competizione con i mercati creativi tradizionali.

Peters ha dichiarato di nutrire speranze nel fatto che eventuali interventi normativi, come quelli ipotizzati dall’amministrazione Trump, possano contribuire a garantire un equilibrio più giusto tra innovazione tecnologica e tutela dei diritti. Non resta che attendere per i prossimi aggiornamenti.

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