In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni
Nata dentro un videogioco e finita a girare sull’asfalto vero, Genesis X Gran Berlinetta è il modo in cui il marchio coreano ha deciso di raccontare la propria idea di gran turismo da corsa senza dover chiedere il permesso a nessuno. Niente vincoli di omologazione, niente compromessi imposti dalla produzione di serie, solo il linguaggio stilistico Athletic Elegance portato all’estremo e una quantità di cavalli che ha del clamoroso. Il punto di partenza è stato Vision Gran Turismo, il programma di Polyphony Digital che da anni funziona come incubatore di prototipi impossibili, e che in questo caso ha permesso ai designer di tirare fuori il lato più viscerale del brand senza perdere i tratti riconoscibili di famiglia. È la primissima Vision GT firmata Genesis.
Dai pixel ai cordoli di Mount Panorama
La parte interessante è che la vettura non è rimasta chiusa dentro uno schermo. A dicembre 2023 la maquette a grandezza naturale, realizzata in fibra di carbonio, è stata svelata durante le finali della Gran Turismo World Series a Barcellona. Meno di un mese dopo, a gennaio 2024, era già guidabile su Gran Turismo 7. Il salto vero però è arrivato a inizio 2025, quando la X Gran Berlinetta è stata portata sui saliscendi di Mount Panorama, a Bathurst, con Jacky Ickx al volante. Dal simulatore alla pista australiana, senza passaggi intermedi in teche di vetro o saloni patinati.
Visivamente l’impostazione è quella cab backwards, con l’abitacolo spinto quasi sopra le ruote posteriori e un cofano lunghissimo davanti. Sul frontale la griglia tradizionale sparisce e lascia spazio a una Crest Grille astratta, collegata ai fari Quad Lights da profili aerodinamici sottilissimi. Il doppio filo luminoso Two Lines corre lungo le fiancate fino alla coda, dove spoiler ed estrattori canalizzano l’aria per schiacciare il retrotreno. Il coefficiente di resistenza aerodinamica si ferma a 0,34, valore piuttosto pulito per una macchina così estrema.
Tinta Magma, abitacolo essenziale e 1.086 CV
La carrozzeria è verniciata in Magma, un arancione acceso che richiama i vulcani coreani e l’orgoglio Distinctly Korean rivendicato dal marchio. Dentro, invece, hanno tolto tutto il superfluo seguendo la filosofia del Beauty of White Space. In pratica zero fronzoli, si pensa solo a guidare. Sulla plancia domina uno schermo panoramico che tiene sotto controllo anche gli angoli ciechi attorno alla vettura, mentre il guscio in fibra di carbonio integra imbottiture trapuntate da corsa nei punti di contatto, così da tenere fermo il pilota. Lo sterzo è completamente steer by wire, quindi senza piantone meccanico.
Sotto il cofano c’è la sorpresa più grossa. Il powertrain ibrido da competizione arriva a 1.086 CV e 1.336 Nm di coppia. Il termico è un V6 Lambda II capace di girare fino a 10.000 giri al minuto, montato in posizione anteriore centrale, gestito dalla tecnologia Genesis E SC e affiancato dalla spinta del motore elettrico Yasa E.
Il biglietto da visita per il mercato italiano
Il prototipo funziona anche come vetrina per lo sbarco del marchio in Italia. Charles Fuster, Brand Director di Genesis Italia, ha spiegato che l’auto dimostra come il design possa parlare anche a chi vive la passione per i motori attraverso il gaming, e che è proprio quello spirito fatto di tecnologia, emozione e accoglienza coreana a essere portato nel nostro Paese.
La tabella di marcia italiana è partita a gennaio 2026 e sta accelerando. Dopo l’apertura dello showroom di Padova, a settembre tocca allo spazio retail di Roma. La gamma attuale comprende il SUV compatto elettrico GV60, il SUV di taglia media Electrified GV70 e la berlina di rappresentanza Electrified G80. Per l’autunno è invece atteso l’arrivo della GV60 Magma, il primo modello ad alte prestazioni che inaugurerà ufficialmente la linea sportiva del marchio.










