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Hassabis mostra i prossimi possibili scenari per Gemini
Astra è al momento in fase di testing. Si distingue per la sua capacità di ricordare le interazioni recenti con l’utente. Mantenendo una memoria attiva per circa dieci minuti. Tale elemento rappresenta un passo importante verso un’interazione uomo-macchina sempre più naturale e intuitiva. Ma la vera rivoluzione è nella visione “agentica” dell’intelligenza artificiale. Hassabis ha, infatti, descritto come Gemini si stia evolvendo da un modello puramente analitico a uno operativo. Capace cioè non solo di rispondere, ma di agire autonomamente.
Non è un caso che si parli già di possibili integrazioni di tali strumenti in dispositivi wearable di nuova generazione. Come gli occhiali XR sviluppati in collaborazione con Samsung. Tale connubio tra hardware avanzato e AI proattiva potrebbe cambiare radicalmente il modo di interagire con la tecnologia. Portando l’assistenza virtuale alla realtà aumentata.
Infine, il discorso si è spinto verso l’autocoscienza artificiale. Pur riconoscendo che oggi nessun sistema è veramente “cosciente”, Hassabis non esclude che un giorno, con l’aumentare della complessità e dell’autonomia cognitiva delle AI, possano emergere forme primitive di consapevolezza. Una prospettiva che, anche se teorica, invita alla riflessione etica e filosofica. Non resta che attendere e scoprire quali saranno le prossime evoluzioni di Gemini nel settore dell’intelligenza artificiale.









