Il Galaxy Ring 2 esiste, è in lavorazione e potrebbe fare qualcosa che nessun dispositivo indossabile di casa Samsung ha mai fatto prima. A confermarlo è stata la stessa azienda, dopo mesi in cui aveva preferito tenere la bocca cucita sui propri piani. Un dirigente di alto livello ha rotto il silenzio, spiegando in che direzione si sta muovendo il progetto e lasciando intendere una novità che farebbe drizzare le antenne a parecchi utenti.
Sono passati due anni da quando Samsung ha messo piede per la prima volta nel mercato degli anelli intelligenti. Il modello originale, il Galaxy Ring, non ha però mai ricevuto un erede. Le voci di corridoio parlavano di un lancio fissato attorno al 2027, ma fino a poco tempo fa mancava qualsiasi conferma ufficiale. Adesso il quadro cambia, perché l’azienda ha finalmente ammesso che un anello intelligente di nuova generazione è effettivamente nei suoi piani.
Software al centro, e un occhio agli iPhone
La parte più interessante riguarda la strategia. Secondo quanto rivelato dal dirigente, la sfida del Galaxy Ring 2 non si giocherà tanto sui sensori o sull’hardware, quanto sul fronte del software e dei servizi. In altre parole, Samsung sembra intenzionata a puntare meno sulla rincorsa a nuove componenti fisiche e più su ciò che il dispositivo riesce a fare grazie alle funzioni intelligenti che lo accompagnano. Una scelta che racconta molto di come stia cambiando il modo di pensare questi piccoli dispositivi da indossare.
Ma c’è un dettaglio che potrebbe segnare davvero un punto di svolta. Il manager ha lasciato intendere in modo piuttosto chiaro che il nuovo anello potrebbe essere compatibile con iPhone. Se così fosse, sarebbe una prima volta assoluta per un dispositivo indossabile firmato Samsung, da sempre legato a doppio filo all’ecosistema Android e ai propri telefoni. Aprirsi al mondo Apple significherebbe allargare di parecchio la platea di potenziali acquirenti, andando a pescare anche tra chi finora non aveva mai considerato un prodotto del genere.
Va detto che, al momento, si tratta di indizi e non di promesse scolpite nella pietra. L’azienda ha confermato l’esistenza del progetto, ha indicato la rotta sul software, ha fatto capire dove vuole andare con la compatibilità, ma non ha sciorinato date precise né dettagli tecnici. Il riferimento al 2027 resta legato alle indiscrezioni circolate finora, non a un annuncio formale.