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Framework Laptop 13 in brick dopo il BIOS: salvato con 19 euro

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Un aggiornamento BIOS andato storto può trasformare un portatile perfettamente funzionante in un fermacarte, e la storia di un Framework Laptop 13 AMD Ryzen 7040 lo dimostra bene. Il computer si è bloccato durante il passaggio alla versione 3.20 del firmware, il supporto ha suggerito di cambiare la scheda madre, ma il proprietario ha scelto un’altra strada: riscrivere direttamente la memoria flash con attrezzatura da circa 19 euro in tutto. E ha funzionato.

Il caso è raccontato da Guanzhong “Quantum” Chen, che sulla macchina aveva un Ryzen 5 7640U con grafica Radeon 760M, in uso senza intoppi da circa 3 anni. Il problema è arrivato nel passaggio dal BIOS 3.18 alla 3.20, versione stabile pubblicata da Framework nel luglio 2026 e distribuita anche via LVFS per l’aggiornamento da Linux con fwupd. Durante l’installazione la procedura si è piantata mostrando artefatti grafici anomali. Il portatile restava vivo elettricamente, ventola inclusa, ma l’operazione non avanzava e il tasto di accensione non permetteva di interromperla.

Perché un firmware corrotto blocca tutto

Nei sistemi con BIOS UEFI la memoria flash contiene molto più del semplice codice di avvio: moduli DXE e PEI, variabili UEFI, impostazioni persistenti, routine di inizializzazione della piattaforma. Basta che una porzione essenziale diventi incoerente perché il processore non arrivi nemmeno ad accendere il display o a riconoscere la tastiera. È il classico brick, cioè un computer apparentemente morto senza avere un solo componente guasto.

Alcuni produttori mettono le mani avanti con una seconda copia del firmware, una modalità di ripristino da USB o un recovery indipendente. Dell, per esempio, documenta procedure di BIOS Recovery su parecchi modelli. Qui invece i consigli del supporto Framework, staccare l’alimentatore, scollegare la batteria per 30 minuti e ricollegare tutto, non hanno prodotto risultati. Conclusione: sostituzione della mainboard, con garanzia ormai scaduta e spesa a carico del proprietario. Vale la pena ricordare che la 3.20 era presentata come aggiornamento consigliato, con supporto ad alcuni componenti del Framework Laptop 13 Pro, modifiche al firmware AMD PhoenixPI, correzioni per unità SED, monitor esterni, gestione della batteria e una serie di vulnerabilità di sicurezza, tra cui CVE-2025-54502, CVE-2025-29949, CVE-2025-0040, CVE-2024-36355 e CVE-2024-36310.

La flash SPI da 32 MiB e gli strumenti giusti

Il firmware risiede su una Winbond W25R256JWEQ, una SPI NOR Flash da 256 Mbit, quindi 32 MiB, che lavora a 1,8 V. Dettaglio tutt’altro che secondario, perché collegare un programmatore con tensioni più alte significa rischiare di friggere il chip o altro sulla scheda. Il package WSON da 8 x 6 mm complica ulteriormente le cose, visto che non offre piedini laterali su cui agganciare una normale clip SOIC. Per evitare la dissaldatura è stata usata una sonda a pogo pin, che funziona ma pretende un contatto stabile per tutta la durata delle operazioni.

Il diffuso modulo CH341A sarebbe costato poco, però richiedeva un adattatore a 1,8 V e l’esemplare provato mostrava circa 4,8 V sulle linee logiche. In più, con una memoria da 32 MiB, lettura e scrittura possono durare diversi minuti, tempo lunghissimo se la sonda va tenuta premuta a mano. Meglio il CH347, più veloce. Setup finale: CH347, adattatore 3,3 V/1,8 V e sonda WSON8 a pogo pin, per una spesa dichiarata di circa 19 euro, materiale non indispensabile compreso.

Backup, riscrittura e ritorno alla vita

Prima di cancellare qualsiasi cosa, più dump della memoria e confronto degli hash SHA-256, accettando il backup solo dopo due copie identiche. Con il CH347 una lettura completa richiedeva meno di 20 secondi. Framework distribuisce il firmware come capsule UEFI e non come immagine binaria, quindi è servito estrarre i 33.554.432 byte corrispondenti ai 32 MiB usando InsydeH2O-extractor-2, ottenendo il file BIOSFILE.FD della dimensione esatta.

La programmazione è avvenuta sotto Linux con flashrom, che ha rilevato una memoria da 32768 kB. Cancellazione e scrittura in meno di un minuto. Rimontati RAM e SSD, il Framework Laptop 13 è ripartito: primo avvio di circa un minuto, impostazioni azzerate, System UUID e numero di serie con valori generici. Era sparita anche la voce UEFI per avviare Debian, ma sistema operativo e partizione EFI erano intatti, quindi è bastato lanciare a mano EFI/debian/shimx64.efi con l’opzione boot from file e ricreare poi la configurazione da Linux. Un intervento riservato a utenti esperti, perché tensioni sbagliate, pin invertiti o immagini errate possono causare danni permanenti.

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