Filtr è il nome del nuovo strumento che promette di portare il blocco delle pubblicità ben oltre il browser, fin dentro le app di iPhone, iPad e Mac. L’idea sfrutta una tecnologia che Apple ha messo sul tavolo con iOS 26 e macOS 26, chiamata URL Filters, e che nelle mani giuste può diventare qualcosa di molto simile a un ad blocker integrato nel sistema operativo. A muoversi per prima è stata una sviluppatrice indipendente, che ha confezionato questa funzione partendo da un’app già molto amata da chi naviga con Safari.
Quel punto di partenza si chiama Wipr, uno degli ad blocker più apprezzati per il browser di casa Apple. Filtr, tecnicamente, è una funzione premium di Wipr. La differenza sta tutta nel raggio d’azione: mentre Wipr ripulisce annunci e tracker durante la navigazione web, Filtr allarga la protezione all’intero sistema operativo, non solo alle pagine aperte nel browser.
Come funziona il blocco dentro le app
Il meccanismo è più semplice di quanto sembri. Gli URL Filters permettono agli sviluppatori di sbarrare l’accesso a qualsiasi indirizzo o dominio, comprese le piattaforme pubblicitarie. Risultato: gli annunci vengono fermati prima ancora di caricarsi. E questo non riduce soltanto la quantità di pubblicità che finisce sotto gli occhi, ma anche, e forse soprattutto, la mole di dati che gli inserzionisti raccolgono sulle abitudini di chi usa il dispositivo. Filtr pesca gli elenchi di indirizzi da bloccare da liste pubbliche aggiornate di continuo, esattamente come fanno strumenti analoghi.
Sul fronte privacy, la sviluppatrice è stata chiara: Filtr non raccoglie dati personali e non ha bisogno di accedere a informazioni sensibili per fare il suo lavoro. La lista degli URL viene consultata direttamente sul dispositivo. Quando serve una verifica aggiuntiva, le richieste passano attraverso i server di Apple, così chi sviluppa l’app non può risalire all’identità di chi sta usando il servizio. Una volta sistemato tutto, lo strumento lavora in background e fa sparire buona parte della pubblicità nelle app e nei browser compatibili. In certi casi gli spazi pubblicitari restano lì, ma vuoti, sostituiti da un placeholder.
Cosa riesce a bloccare e cosa no
È un bel passo avanti, ma non fa miracoli. Le inserzioni che arrivano direttamente dai server delle piattaforme, una cosa che capita spesso sui social più diffusi, sono molto più difficili da fermare senza compromettere l’esperienza d’uso. Niente di drammatico, però va detto. Il valore vero sta altrove: poter ridurre in modo netto il tracciamento pubblicitario anche fuori dal browser non è cosa da poco, soprattutto per chi tiene alla riservatezza dei propri dati.
Sul piano della disponibilità, Wipr è un’app universale per i dispositivi Apple, quindi gira su iPhone, iPad e Mac. Filtr invece arriva come acquisto in-app aggiuntivo, e si può scegliere tra un abbonamento annuale oppure una licenza permanente, da pagare una volta sola. La sviluppatrice l’ha presentata come il più grande aggiornamento mai rilasciato per Wipr 2, con la funzione più richiesta dagli utenti finalmente attiva: bloccare i contenuti indesiderati anche dentro le applicazioni, non più solo durante la navigazione.