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Un uomo di 34 anni originario di Napoli è stato arrestato il 3 ottobre con l’accusa di tentato furto all’interno di una centrale telefonica FiberCop a Liberi, in provincia di Caserta. Le sue generalità non sono state diffuse pubblicamente, ma la dinamica dei fatti è piuttosto chiara. I Carabinieri della stazione di Vitulazio lo hanno sorpreso in flagrante mentre cercava di smontare e portare via alcuni componenti dell’infrastruttura di rete ospitata nella struttura.
Non si tratta però di un episodio isolato. Nella stessa area era già stato messo a segno un altro colpo con modalità molto simili, anche se al momento non è chiaro se i due fatti siano in qualche modo collegati tra loro. Quello che emerge è un quadro in cui gli impianti di FiberCop nel Casertano sono finiti nel mirino di chi punta a ricavare denaro da materiali tutt’altro che banali, nascosti dentro apparecchiature che normalmente nessuno vede.
Cosa cercava il ladro dentro la centrale
Il bersaglio principale, a quanto pare, erano le strisce elettroniche impiegate per alimentare gli apparati di rete. Non un pezzo qualsiasi, perché al loro interno si trovano metalli preziosi e altre materie prime che possono essere recuperate. L’elenco rende bene l’idea del perché questi componenti facciano gola a chi si muove in questo genere di attività illecite: rame, argento, oro, palladio e platino.
Stavolta l’intervento è arrivato in tempo. Le forze dell’ordine sono riuscite a fermare l’uomo prima che i componenti venissero rimossi dall’impianto, e questo ha evitato qualsiasi conseguenza per chi abita nei dintorni. Nessun disservizio e nessun malfunzionamento per gli utenti collegati alla centrale di Liberi, che hanno potuto continuare a usare telefono e connessione senza accorgersi di quanto stava accadendo a pochi passi da casa.
Il precedente di Bellona e i controlli rafforzati
Il primo episodio risale a pochi giorni prima, precisamente alla notte del 28 settembre, a Bellona, comune che si trova anch’esso in provincia di Caserta. Tra un colpo e l’altro sono passati appena cinque giorni. In quell’occasione, però, le cose sono andate in modo diverso. L’arrivo delle forze dell’ordine non è stato altrettanto rapido e i ladri, rimasti ignoti, sono riusciti ad allontanarsi portando con sé una parte dei componenti. Il danno stimato si aggira intorno ai 100.000 euro, una cifra che dà la misura di quanto possa pesare un’incursione del genere.
Proprio quell’episodio ha spinto a intensificare i controlli nelle strutture dello stesso tipo presenti sul territorio. Una stretta che riguarda impianti con caratteristiche molto simili a quelli già colpiti e che, per come sono organizzati, si prestano più di altri a questo tipo di azioni.
Fonte: TecnoAndroid








