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Banjo: Recompiled, il creatore boccia i port PC fatti con l’IA

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Nel mondo dei port PC non ufficiali dei classici Nintendo si è aperta una nuova polemica, e stavolta al centro c’è l’intelligenza artificiale. A prendere posizione è stato DarioSamo, sviluppatore argentino che ha guidato Banjo: Recompiled, la conversione non ufficiale per PC di Banjo Kazooie nata dal lavoro di reverse engineering portato a termine dalla community nel 2024. Il suo giudizio sui port realizzati con l’IA è netto, e li descrive come una vera e propria corsa al ribasso.

Decompilazione e recompilation, due strade molto diverse

Per capire il motivo dello scontro bisogna fare un passo indietro. Il progetto di DarioSamo poggia sulla decompilazione, un procedimento che ricostruisce il codice del gioco originale in una forma leggibile senza ricorrere a materiale trapelato o ad asset protetti da copyright. Chi vuole giocare deve comunque fornire una propria ROM ottenuta in modo legale. Il risultato finale è un port nativo per PC capace di offrire cose che con l’emulazione sono difficili da raggiungere, come framerate molto alti, supporto ai monitor ultrawide e widescreen, controlli con doppio analogico, caricamenti quasi istantanei e piena compatibilità con le mod.

Esiste però anche un altro metodo, la cosiddetta recompilation, che può sfruttare strumenti di IA per trasformare in fretta il codice macchina in codice nativo funzionante. In questo modo si arriva prima a qualcosa di giocabile, ma secondo diversi sviluppatori il prezzo da pagare è altissimo. I compromessi diventano evidenti soprattutto quando si prova a mettere mano al progetto in un secondo momento, magari per aggiungere nuove funzioni o mod.

La discussione si è riaccesa con la comparsa in rete di un port di Banjo Tooie costruito proprio seguendo questo secondo approccio e presentato come una recompilation del gioco. DarioSamo ha tenuto a chiarire che l’iniziativa non ha alcun legame con Banjo: Recompiled. Stando al suo racconto, chi l’ha realizzata avrebbe preso strumenti e componenti sviluppati dal suo team per poi affidarsi all’intelligenza artificiale e ottenere il port in tempi rapidi.

Le accuse e la presa di distanza del team di Banjo: Recompiled

Nel mirino dello sviluppatore è finito in particolare un video di Video Game Esoterica dedicato al progetto. Il canale, a suo dire, non avrebbe spiegato con sufficiente chiarezza che il gruppo di Banjo: Recompiled era del tutto estraneo alla cosa. “Il vostro modo irresponsabile di riportare queste notizie è esattamente il tipo di comportamento di cui vi ho già parlato e che danneggia completamente la scena”, ha scritto, convinto che una copertura di questo genere spinga a realizzare lavori improvvisati solo per guadagnare visibilità. Un meccanismo che ormai riguarda quasi tutto internet.

Poco dopo il concetto è stato ribadito anche su X con parole che non lasciano spazio a dubbi: “La Banjo-Tooie Recomp NON è associata a noi. È interamente generata dall’IA. Sia Zelda: Recompiled sia Banjo: Recompiled hanno posizioni molto chiare contro l’IA”.

Per DarioSamo è anche una questione di rispetto. Il suo team non ha alcuna intenzione di usare strumenti generativi. “Non abbiamo usato, non usiamo e non useremo mai l’IA per lavorare a questi progetti”, ha spiegato, sottolineando che il secondo capitolo della saga richiederebbe “molto amore e attenzione” per arrivare su PC nel modo giusto. E in effetti la versione attualmente in circolazione risulta peggiore di quella emulata.

La differenza, nella sua visione, non sta solo nella velocità con cui si ottiene un port ma nel valore del lavoro che serve a costruire l’infrastruttura su cui questi progetti si reggono. “Non ci interessa partecipare a una corsa al ribasso e ci prenderemo tutto il tempo necessario per realizzare una versione rifinita. Usare l’enorme quantità di ricerca umana che abbiamo svolto sul framework, sul renderer e sui giochi e poi lanciarci sopra l’IA è molto irrispettoso”, ha dichiarato.

Lo sviluppatore ha invece escluso di voler aprire un confronto generale su pregi e difetti dell’intelligenza artificiale. Secondo lui a rispondere sono già i risultati concreti, e come prova gli basta il fatto che i vibecoder continuino a copiare il lavoro del suo team senza riuscire nemmeno lontanamente a raggiungere lo stesso livello di qualità.

Fonte: TecnoAndroid

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