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FCC blocca due dispositivi per un chip HiSilicon di Huawei

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Negli Stati Uniti la FCC ha cominciato ad applicare in concreto il blocco sui dispositivi che montano chip cinesi provenienti da aziende sotto restrizione. L’autorità federale per le comunicazioni ha infatti respinto le richieste di autorizzazione per due apparecchi elettronici, e il motivo non riguarda il prodotto in sé ma un singolo componente installato al suo interno. A pesare è stata la sua provenienza. Con le regole operative dal 13 ottobre l’ente può negare il via libera anche a prodotti di altri marchi, se al loro interno trovano posto processori firmati da società considerate a rischio.

I due dispositivi bloccati sono una dashcam per auto e un trasmettitore video wireless. Marca e modello non sono stati comunicati per nessuno dei due. Si conosce invece il pezzo che ha fatto scattare lo stop, cioè un chip di HiSilicon, l’azienda di semiconduttori controllata da Huawei. Il colosso cinese compare da tempo nella Covered List della FCC, l’elenco delle società ritenute potenzialmente pericolose per la sicurezza nazionale americana.

Il chip Hi3516CV610 e il nodo del riconoscimento facciale

Nello specifico si tratta di Hi3516CV610 UHD Smart Vision SoC, un processore che raccoglie i dati in arrivo dai sensori delle telecamere e li converte in immagini. Trova spazio in prodotti molto diversi tra loro, dalle videocamere di sorveglianza per la casa fino alle dashcam. Tra le funzioni integrate ci sono anche algoritmi per il rilevamento dei volti umani, ed è proprio su questo aspetto che l’autorità ha insistito per motivare la decisione di escluderne l’impiego nei due apparecchi.

Secondo l’ente regolatore la presenza di componenti pensati per la videosorveglianza e prodotti da aziende iscritte nella Covered List rappresenta un rischio inaccettabile. Va detto però che il riconoscimento facciale è una funzione ormai comune anche nelle normali telecamere domestiche. La FCC ha citato questa caratteristica nella sua valutazione senza segnalare alcun episodio di sorveglianza illecita legato ai due prodotti.

Cosa cambia con le nuove regole sulla provenienza dei componenti

Il provvedimento è la conseguenza di una modifica delle regole approvata a luglio e diventata effettiva il 13 ottobre. Fino a quel momento le restrizioni colpivano soprattutto i dispositivi realizzati direttamente dalle aziende presenti nell’elenco. Un produttore terzo poteva quindi ottenere l’autorizzazione per un apparecchio che integrava componenti di una di queste società, senza particolari ostacoli.

Le nuove norme hanno chiuso questa possibilità per alcune categorie di hardware. Oggi la FCC può rifiutare la certificazione anche quando il pezzo ritenuto pericoloso si trova dentro un prodotto venduto con un altro marchio. Il perimetro comprende i componenti elettronici capaci di elaborare, memorizzare o trasferire dati, mentre quelli puramente passivi restano fuori dal raggio d’azione delle restrizioni.

L’intervento riguarda le nuove richieste di autorizzazione e non si traduce in automatico in un divieto di vendita per tutti i dispositivi già certificati. Per chi intende portare nuovi apparecchi sul mercato statunitense diventa però indispensabile controllare con più attenzione l’origine di ogni componente impiegato, anche di quelli che arrivano da fornitori esterni.

Sui due prodotti respinti, del resto, diversi punti non sono ancora chiari. L’autorità non ha diffuso informazioni sufficienti per identificare i modelli coinvolti e non ha presentato prove di specifiche attività di spionaggio riconducibili ai chip montati. La decisione poggia sulle nuove norme relative alla provenienza dei componenti e sulla classificazione di Huawei tra le aziende considerate un rischio per la sicurezza nazionale.

Fonte: TecnoAndroid

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