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Microsoft Garage chiude: l’AI cambia le priorità di Redmond

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Microsoft ha deciso di chiudere Microsoft Garage, il programma interno che per anni ha permesso ai dipendenti di coltivare idee personali sfruttando le risorse aziendali. La notizia è emersa da una nota circolata all’interno del gruppo e mette fine a un’esperienza nata nel 2009 su impulso del team Office Labs. Dietro questa decisione pesa soprattutto l’intelligenza artificiale, che ha ridisegnato le priorità della società e il modo stesso in cui un colosso della tecnologia sceglie dove investire tempo, persone e denaro.

Per capire cosa si perde vale la pena ricordare come funzionava Garage. Il programma consentiva al personale di usare spazi e strumenti dell’azienda per portare avanti progetti nati al di fuori delle attività ordinarie, sia nel quartier generale di Redmond sia nelle sedi sparse nel resto del mondo. Semplificando un po’, si trattava di una specie di incubatore aziendale, un ambiente in cui le intuizioni dei singoli potevano prendere forma senza dover passare subito dal filtro delle grandi strategie commerciali.

Non tutto restava allo stadio di semplice esperimento. In alcuni casi quei lavori nati quasi per passione si sono trasformati in prodotti veri e propri, come l’app Journal e Arrow Launcher. Due esempi concreti di come un’idea coltivata ai margini dell’attività principale potesse arrivare fino al catalogo ufficiale dell’azienda e finire nelle mani degli utenti.

Da Nadella all’era dell’intelligenza artificiale

C’è un dettaglio che rende la vicenda ancora più significativa. A sostenere l’iniziativa era stato proprio Satya Nadella, poco dopo aver assunto la guida dell’azienda nel ruolo di CEO. L’intento dichiarato era diffondere una cultura della sperimentazione, alimentando quello spirito intraprendente senza il quale nessuna grande società tecnologica avrebbe potuto davvero innovare.

In poco più di un decennio però lo scenario è cambiato parecchio. L’arrivo dell’AI ha spinto le aziende del settore a concentrare quasi tutte le energie su questo fronte, sacrificando ciò che non produce guadagni nell’immediato. Una logica che risponde anche, e forse soprattutto, alle aspettative degli investitori, sempre più attenti ai ritorni economici e meno disposti ad attendere i tempi lunghi di una ricerca lasciata libera di esplorare.

Garage, con la sua natura aperta e poco legata ai risultati di breve periodo, finisce così tra le attività considerate sacrificabili. La sua chiusura racconta bene quanto sia mutato il modo di fare innovazione a Redmond rispetto agli anni in cui il programma era stato voluto e incoraggiato dai vertici stessi dell’azienda.

Anche Google ha ridotto lo spazio per la ricerca

Quella di Microsoft non è una scelta isolata. Una dinamica simile si osserva da tempo anche dentro Google, dove ormai da anni si registrano tagli ai progetti di ricerca e sviluppo. Il fenomeno si è fatto più evidente dopo il passaggio di consegne alla guida del gruppo, dai fondatori Larry Page e Sergey Brin all’attuale numero uno Sundar Pichai.

Sulla carta i laboratori dedicati alla sperimentazione esistono ancora. Area 120 e X, la divisione guidata da Astro Teller, risultano formalmente operativi, eppure è passato parecchio tempo dall’ultimo annuncio davvero importante uscito da quelle strutture, un tempo considerate tra i luoghi simbolo della ricerca più ambiziosa della Silicon Valley.

Fonte: TecnoAndroid

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