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Facciate solari in acciaio: come funzionano?
Il centro dell’innovazione è una tecnica produttiva raffinata. Con la cosiddetta nanoimprint lithography, applicata in modalità roll-to-roll, i ricercatori hanno imparato a imprimere minuscole strutture su film liquidi. I quali vengono poi solidificati grazie a fasci di elettroni. Il risultato è una pellicola decorativa che può essere applicata ai moduli solari senza comprometterne le prestazioni. A tal proposito, l’efficienza rimane intorno all’80% rispetto a quella dei pannelli convenzionali. Ciò che colpisce, però, è la versatilità estetica: aggiungendo pigmenti o disegnando pattern complessi, i rivestimenti assumono un aspetto indistinguibile. Tale possibilità apre scenari interessanti per il settore delle costruzioni.
Finora, l’ostacolo maggiore all’integrazione fotovoltaica nelle facciate è stato il fattore visivo. Pochi architetti erano disposti a rinunciare alla coerenza estetica di un progetto pur di guadagnare in efficienza energetica. Con la nuova tecnologia, tale scelta forzata non è più necessaria. Inoltre, era importante che i film decorativi non si staccassero con il tempo. A tal proposito il team del Fraunhofer FEP ha sviluppato un trattamento al plasma che modifica le superfici dei materiali a livello nanometrico, aumentando l’adesione tra strati.
Il progetto non si ferma qui. La prossima tappa sarà la sperimentazione di nuovi colori, motivi decorativi e prove di resistenza sul campo di tali nuovi sistemi energetici. Ciò con l’obiettivo di rendere queste facciate non solo un prototipo, ma una realtà pronta per il mercato.
Fonte: TecnoAndroid








