In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Un drone carico di esplosivo è stato disinnescato dalla polizia tedesca dopo essere stato trovato vicino ad alcuni aerei cargo ucraini fermi all’aeroporto di Lipsia. Le autorità stanno inoltre indagando sulla possibile presenza di un secondo velivolo, perché un aereo in fase di avvicinamento si è scontrato in volo con qualcosa. Un episodio che ha tutta l’aria di un attacco mirato, avvenuto in uno degli scali più importanti d’Europa per il trasporto merci.
Il drone è stato notato per la prima volta da un dipendente dell’aeroporto poco prima della mezzanotte del 4 agosto. Volava basso, quasi rasoterra, tra due giganteschi cargo An-124 di proprietà della compagnia ucraina Antonov Airlines. Stando a quanto dichiarato in conferenza stampa da Alexander Dobrindt, ministro federale dell’Interno tedesco, il mezzo era stato modificato per sfuggire ai sensori antidrone dello scalo. Un dettaglio non da poco, che lascia intendere una certa preparazione dietro l’operazione.
Drone, un pacchetto di Semtex e un detonatore difettoso
Dobrindt ha spiegato che il drone trasportava un pacchetto grande quanto un pugno, contenente una sostanza che si ritiene essere Semtex, un esplosivo al plastico. Solo un detonatore guasto ha impedito che l’ordigno esplodesse accanto ai cargo ucraini. La polizia ha usato un robot artificiere per disinnescarlo, procedendo poi a un’esplosione controllata.
Contrariamente a quanto riportato da alcuni media, il Ministero dell’Interno tedesco ha smentito che gli aerei ucraini presi di mira stessero trasportando armi o munizioni dirette in Ucraina. Secondo i funzionari governativi, i velivoli erano vuoti al momento dell’incidente. L’episodio ha comunque costretto l’aeroporto di Lipsia/Halle a chiudere al traffico per diverse ore, con 19 voli dirottati altrove. Tra questi, un Boeing 757 della società di spedizioni DHL ha dovuto interrompere l’avvicinamento all’atterraggio.
Mentre l’aereo DHL riprendeva quota, si è scontrato in volo con un altro oggetto ed è atterrato all’aeroporto di Hannover con danni lievi. Da qui l’ipotesi, ora al vaglio degli inquirenti, di un secondo drone.
Sospetti, moventi e un muro che non c’è
Le autorità tedesche non hanno ufficialmente indicato un colpevole, ma hanno aperto un’indagine per terrorismo. Dobrindt ha ammesso che si tratta di un confronto che potrebbe coinvolgere potenze straniere, definendolo uno scenario di minaccia ibrida. Più diretto è stato Roderich Kiesewetter, deputato e membro della commissione parlamentare sui servizi segreti, che ha puntato il dito direttamente contro la Russia, parlando di un tentato atto di terrorismo.
Lo scalo di Lipsia/Halle gestisce spesso spedizioni per la NATO e per le forze armate tedesche, ed è la base attuale di Antonov Airlines, che opera anche l’An-124 Ruslan, il più grande aereo cargo operativo al mondo. A rendere il quadro ancora più eloquente, la reazione di Alexander Sosnowski, propagandista filo Cremlino ospite fisso della tv di Stato russa. In un breve video su Telegram ha dato per scontato che l’attacco fosse un’operazione russa contro gli aerei ucraini, mostrando delusione per il fallimento.
Questi episodi si aggiungono a decine di avvistamenti di droni sopra aeroporti europei, basi militari, porti e impianti energetici a partire dal 2024. A maggio l’aeroporto di Monaco ha chiuso due volte in 24 ore per possibili avvistamenti. Le incursioni sono diventate più frequenti nel Nord e nell’Est Europa, più vicini alla Russia e alla guerra in Ucraina.
Il tanto promesso progetto europeo di difesa antidrone, quello che avrebbe dovuto creare una specie di muro anti droni, per ora non si è concretizzato davvero. Lo ha osservato Ulrike Franke, senior policy fellow presso l’European Council on Foreign Relations. Nel frattempo singoli Paesi come la Polonia si stanno costruendo sistemi nazionali per conto proprio.
La Germania, dal canto suo, ha già fornito circa 109 miliardi di euro a sostegno di Kiev dall’inizio dell’invasione russa nel 2022. Oltre ad armi e aiuti umanitari, ha addestrato più di 24.000 soldati ucraini e ospita oltre un milione di rifugiati. Tra le collaborazioni più recenti c’è anche la produzione congiunta di nuovi droni militari, incluso un accordo da circa 92 milioni di euro, finanziato dalla Germania, per fornire all’esercito ucraino droni con tracciamento dei bersagli basato sull’intelligenza artificiale.









