In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni
Sulle strade italiane sta per arrivare Dodge Charger, e lo fa con una doppia identità che fino a qualche anno fa sarebbe suonata quasi come un’eresia: da una parte il classico motore a benzina, dall’altra la versione completamente elettrica. Gli ordini sono ufficialmente aperti, con listini che partono da 72.000 euro, e la gamma si presenta sia nella configurazione a due porte, quella più fedele allo spirito della muscle car, sia in quella a quattro porte, decisamente più pratica per chi deve anche portare qualcuno sul sedile posteriore.
Il marchio americano, insomma, prova a tenere insieme due mondi che di solito non si parlano. E lo fa senza mezze misure, perché anche nella versione a batteria i numeri restano quelli tipici di casa Dodge.
Il sei cilindri Hurricane e i suoi 550 CV

Chi resta affezionato alla combustione trova sotto il cofano il nuovo sei cilindri in linea 3.0 turbo battezzato Hurricane. La versione d’ingresso, la R/T, mette a disposizione 420 CV e tocca i 215 km/h di velocità massima. Salendo di gradino si arriva alla Scat Pack, che porta la potenza a 550 CV e spinge la punta massima fino a 285 km/h, un valore che non ha molto a che vedere con le muscle car di una volta, ferme quasi sempre molto prima.

Su entrambe le varianti termiche la dotazione di serie comprende trazione integrale, cambio automatico a otto rapporti e cerchi in lega da 20 pollici. Il peso, però, non è certo piuma: 2.184 kg sulla bilancia. Per la sola Scat Pack da 550 CV è previsto il Launch Package, che costa 9.000 euro e porta in dote finiture in carbonio e pelle scamosciata nell’abitacolo, tetto panoramico in vetro e un impianto audio Alpine ad alta fedeltà da 18 altoparlanti.
Charger Daytona, la versione a zero emissioni

Il capitolo elettrico si chiama Charger Daytona e anche qui si viaggia su due livelli di potenza: 536 CV per la R/T e 670 CV per la Scat Pack. In questo caso la velocità massima è limitata a 215 km/h per entrambe, senza distinzioni.
Sotto il pavimento c’è un pacco batterie da 100,5 kWh, che secondo i dati dichiarati permette di percorrere 507 km con la R/T e 416 km con la più potente Scat Pack. Il rovescio della medaglia è il peso, che sale fino a 2.620 kg, ovvero 436 kg in più rispetto alle sorelle a benzina. Non poco, anche se le prestazioni non sembrano risentirne particolarmente.

Per la Daytona Scat Pack c’è poi il Track Package, opzione da 7.000 euro pensata per chi ha in mente qualche giornata in pista: cerchi da 20 pollici con canale differenziato, sospensioni adattive, impianto frenante Brembo con pinze rosse, alettone posteriore e il Drive Experience Recorder integrato nel sistema multimediale di bordo.
Quanto costa Charger in Italia
I prezzi italiani partono da 72.000 euro per le versioni endotermiche e da 87.000 euro per la gamma elettrica Daytona. Nel dettaglio, sul fronte Hurricane 3.0 turbo si va da 72.000 euro per Charger R/T a 2 porte a 74.000 euro per la stessa R/T a 4 porte. La Scat Pack a 2 porte chiede 76.000 euro, quella a 4 porte 78.000 euro.
Passando all’elettrico, Charger Daytona R/T a 2 porte parte da 87.000 euro, mentre la variante a 4 porte si ferma a 89.000 euro. Per la Daytona Scat Pack servono 92.000 euro nella configurazione a 2 porte e 94.000 euro in quella a 4 porte. La differenza tra le due carrozzerie, in tutti i casi, resta fissa a 2.000 euro, mentre lo scarto tra benzina ed elettrico si aggira attorno ai 15.000 euro a parità di allestimento.








