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Dodge Charger: elettrica da 670 CV o sei cilindri biturbo

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Sessant’anni di storia alle spalle e una sfida tutta nuova davanti. La Dodge Charger torna sul mercato europeo con un’ottava generazione che mette da parte alcune tradizioni consolidate, senza però rinunciare alle prestazioni che da sempre accompagnano una delle automobili simbolo della cultura a stelle e strisce. Per la prima volta la celebre muscle car viene proposta con due filosofie meccaniche profondamente diverse: una completamente elettrica e l’altra affidata a un sei cilindri biturbo. La potenza massima arriva a 670 CV e anche la carrozzeria si sdoppia, perché il cliente può scegliere tra una coupé e una berlina a quattro porte. Una gamma costruita quindi su due strade parallele, pensate per soddisfare esigenze e gusti molto lontani tra loro.

Charger Daytona, la muscle car diventa elettrica

Il cambiamento più profondo porta il nome di Dodge Charger Daytona, la versione che accompagna l’iconica americana nell’era della propulsione a batteria. L’architettura lavora a 400 volt e sfrutta due moduli di trazione elettrica, con un motore dedicato a ciascun asse. Ne deriva una configurazione a trazione integrale che garantisce una risposta immediata non appena il piede affonda sull’acceleratore, una caratteristica che sulle sportive elettriche fa davvero la differenza.

La famiglia alla spina si articola in due varianti. Si parte dalla Daytona R/T da 536 CV per arrivare alla più muscolosa Daytona Scat Pack, accreditata di ben 670 CV. Quest’ultima rappresenta il vertice prestazionale dell’intera offerta elettrica e, dato curioso per un modello cresciuto a pane e benzina, la sua potenza supera anche quella delle versioni equipaggiate con motore termico. Un ribaltamento delle gerarchie che fino a qualche anno fa sarebbe stato difficile immaginare su una Charger.

SIXPACK, il sei cilindri Hurricane al posto del V8

Chi non vuole saperne di cavi e colonnine trova comunque pane per i propri denti. L’altra interpretazione della nuova Charger mantiene un propulsore a benzina, ma saluta il tradizionale V8 e adotta il sei cilindri in linea Hurricane 3.0 biturbo. Una scelta che segna una svolta netta nella storia del modello, pur restando fedele all’idea di una vettura dal carattere decisamente sportivo.

Anche sul fronte termico le configurazioni previste sono due. La SIXPACK R/T eroga 420 CV, mentre la SIXPACK Scat Pack sale fino a 550 CV grazie alla versione High Output del motore Hurricane. Proprio come accade sulla variante a batteria, pure la Charger con motorizzazione convenzionale scarica la potenza su tutte e quattro le ruote. Una soluzione comune che uniforma l’approccio tecnico delle due anime della gamma.

Sette cortometraggi per il ritorno in Europa

Per accompagnare il debutto nel Vecchio Continente, Dodge ha realizzato un progetto audiovisivo intitolato “New Dodge Charger: unlock the thrill”, sviluppato insieme a Publicis Groupe. L’iniziativa comprende sette cortometraggi e una serie di fotografie dedicate alle due declinazioni della vettura, quella elettrica e quella a benzina.

Il primo filmato mette fianco a fianco le due versioni all’interno di un’ambientazione cinematografica, dove luci, riflessi e dettagli della carrozzeria svelano poco alla volta le auto prima della loro apparizione completa. Gli altri episodi entrano invece nel merito del design esterno, degli interni e delle caratteristiche delle due motorizzazioni, alternando inquadrature statiche a sequenze dinamiche. Per il costruttore americano il 60° anniversario della Charger coincide così con una trasformazione tecnica di grande portata, divisa tra il rispetto della tradizione e il nuovo corso elettrico. La campagna verrà diffusa attraverso i canali social ufficiali Dodge, con pubblicazioni dedicate ai singoli modelli.

Fonte: TecnoAndroid

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