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Accovacciarsi per non far male a nessuno: è questa la mossa che distingue Digit 5, il nuovo robot umanoide di Agility Robotics pensato fin dal progetto per lavorare accanto alle persone senza bisogno di gabbie, barriere o celle isolate. Quando individua qualcuno a distanza, si sposta oppure resta fermo per lasciar passare. Se invece la persona si avvicina davvero tanto, il robot può scegliere di piegarsi sulle gambe e assumere una posizione seduta, riducendo al minimo il rischio di urti.
Non è un dettaglio da poco, perché la sicurezza è sempre stata il vero collo di bottiglia per portare gli umanoidi dentro magazzini e fabbriche automobilistiche. “Il robot è stato progettato con un sistema di movimento sicuro piuttosto complesso, capace di adottare diverse contromisure a seconda del tipo esatto di presenza umana rilevata”, ha spiegato Pras Velagapudi, chief technology officer di Agility. L’idea è superare la logica dell’interruttore, quella del robot che si spegne di colpo e poi va riavviato, per passare a un approccio molto più granulare.
Digit 5 di Agility Robotics: sensori, chip Nvidia e uno standard internazionale in arrivo
Per riconoscere chi gli sta intorno, Digit 5 combina algoritmi di intelligenza artificiale e una serie di sensori multimodali a bordo. Velagapudi non ha voluto dire esattamente quali, limitandosi a descriverli come “alcuni tipi diversi di sensori basati sulla visione”. Il cervello di calcolo è l’hardware Nvidia Thor IGX, pensato per robot e dispositivi medicali, affiancato dall’integrazione del sistema Nvidia Halos for Robotics, che fornisce lo stack software per le applicazioni di sicurezza robotica.
“Digit è equipaggiato con questo Thor IGX e siamo tra i primi ad adottarlo per arrivare a un’applicazione funzionalmente sicura basata su quella tecnologia”, ha aggiunto Velagapudi. “È davvero il cuore del calcolo del nostro prodotto ed è parte del dossier di sicurezza che stiamo costruendo.” In parallelo, Agility ha partecipato a un gruppo di lavoro per definire uno standard internazionale sulla sicurezza dei robot mobili industriali attraverso l’ISO. Lo standard, identificato dalla sigla ISO 25785-1, è in fase di revisione da parte del comitato e dovrà poi passare al voto degli 89 Paesi membri con diritto di voto.
C’è anche un sistema di gestione della flotta robotica capace di dialogare con i sistemi di sicurezza già presenti negli stabilimenti dei clienti, così da non costringere nessuno a rifare tutto da zero.
Gambe nuove, 50 libbre di carico e nove minuti di ricarica
Oltre alla sicurezza, il salto riguarda i muscoli. Le gambe sono state ridisegnate e permettono al robot umanoide di sollevare ripetutamente carichi fino a 50 libbre, circa 23 chili. Un valore che copre tutte le attività di sollevamento da parte di una singola persona secondo le regole dell’agenzia statunitense per la sicurezza sul lavoro OSHA.
La batteria garantisce 90 minuti di autonomia e si ricarica in appena nove minuti, il che si traduce in oltre 20 ore di lavoro effettivo nell’arco di una giornata. Rispetto al predecessore Digit 4, il nuovo modello è più alto, 5 piedi e 11 pollici, poco meno di 1,80 metri, e arriva a toccare 7,2 piedi in altezza contro i 5,5 piedi della versione precedente. Tradotto: raggiunge gli stessi scaffali di un adulto di corporatura media.
I gripper sono intercambiabili, quindi si possono montare rapidamente mani diverse a seconda del compito, e insieme alle nuove abilità basate su AI questo permette al robot di fare molto più che spostare cassette. Può impilare e confezionare merce sui pallet e fermarsi mentre un operatore cambia il pallet, oppure muoversi lungo corsie dove ci sono altre persone al lavoro. “In quegli scenari non è davvero pratico rinchiudere il robot dentro una gabbia di sicurezza fisica”, ha osservato Velagapudi.
L’accesso anticipato per i clienti è previsto entro la prima metà del 2027, con disponibilità generale entro la fine dello stesso anno. Agility sta riattrezzando lo stabilimento RoboFab di Salem, in Oregon, per produrlo. L’azienda, sempre con sede a Salem, nel 2024 è stata la prima a impiegare umanoidi in operazioni commerciali a tempo pieno in un magazzino GXO ad Atlanta, e da allora le versioni precedenti di Digit hanno accumulato oltre 65.000 ore di lavoro tra magazzini e fabbriche del Nord America, con clienti come GXO, Schaeffler, Amazon e Toyota Motor Manufacturing Canada.








