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Ci sono due momenti che, secondo Francis Ford Coppola, hanno segnato la sua intera carriera creativa, e per una curiosa coincidenza sono accaduti entrambi in Spagna. Il primo risale a quando The Rain People conquistò la Concha d’Oro al Festival del Cinema di San Sebastián. Il secondo, molto più recente, riguarda un altro riconoscimento arrivato quasi mezzo secolo dopo. A raccontarlo è stato lo stesso regista, in un discorso carico di emozione in cui non ha nascosto quanto quel paese abbia contato per lui.
A 87 anni, Coppola resta una vera leggenda vivente del cinema. Certo, la sua ultima fatica, Megalopolis, il progetto di una vita che ha finanziato di tasca propria pur di avere piena libertà creativa, si è rivelata un mezzo disastro sia per la critica che al botteghino. Ma niente può oscurare un lascito che comprende titoli come Il Padrino, il suo seguito e Apocalypse Now. Roba che ha fatto la storia, insomma.
Dagli Oscar alla Concha d’Oro
Vincitore di cinque premi Oscar, Coppola ricevette la sua prima statuetta dall’Academy nel 1971 grazie alla sceneggiatura di Patton di Franklin J. Schaffner. La sua consacrazione come uno dei cineasti più promettenti della sua generazione, però, era arrivata giusto un anno prima. Perché The Rain People, del 1969, ha sempre avuto un posto speciale nella sua filmografia. Il regista stesso la considera uno dei suoi traguardi più importanti.
E qui torniamo alla Spagna. Il primo dei due momenti chiave è proprio la Concha d’Oro vinta a San Sebastián. Il secondo è arrivato 45 anni più tardi, quando nel 2015 gli venne consegnato il premio Principessa delle Asturie per le Arti. Due tappe distanti nel tempo ma legate dallo stesso filo, come ha spiegato lui stesso nel suo discorso.
“Mi sento particolarmente emozionato dal fatto che quasi 50 anni fa, proprio all’inizio della mia carriera nel cinema, sempre in Spagna, mi venne assegnata la Concha d’Oro al Festival di San Sebastián. Questi due traguardi definiscono la mia carriera creativa, e sempre in Spagna”, ha detto.
Poi ha aggiunto un pensiero che dice molto sul suo spirito: “Sospeso tra queste due importanti occasioni, mi ritrovo pieno delle stesse emozioni e ambizioni che avevo allora, a 28 anni. Continuo a voler esplorare le possibilità future di questa forma assolutamente magica di letteratura che è il cinema”.
Nel suo intervento, il regista non si è lasciato sfuggire l’occasione di citare Cervantes, massima figura della letteratura spagnola, e la sua opera più celebre, Don Chisciotte della Mancia. “Come osservava Sancho Panza, quando arriva il bene, portalo in casa tua”, ha ricordato. E sul tema dei premi, riprendendo le parole di Cervantes, ha sottolineato come il primo posto se lo porti sempre il favore o la grande qualità della persona, mentre il secondo va alla pura giustizia.










