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Su Apple CarPlay è appena arrivato Copilot, l’assistente di Microsoft, che va ad aggiungersi a una lista ormai piuttosto affollata di intelligenze artificiali a bordo. Sei, per la precisione, contando anche ChatGPT, Perplexity, Grok, Meta AI e Claude. Le auto, insomma, si stanno riempiendo di chatbot, e non nel senso inquietante alla Skynet, almeno per ora, ma in quello molto più concreto di assistenti vocali che rispondono mentre si guida.
L’integrazione funziona come ci si aspetterebbe: comandi vocali, niente smartphone in mano, dialogo diretto con l’assistente attraverso il sistema dell’auto. Un dettaglio che fa la differenza più di quanto sembri è la continuità delle conversazioni, perché Copilot mantiene la cronologia già presente su iPhone. Una richiesta lasciata a metà sul divano di casa può essere ripresa in macchina senza dover rispiegare tutto da capo.
Serve un aggiornamento e, a quanto pare, anche un abbonamento
C’è un requisito tecnico da rispettare, e vale per tutti gli assistenti, non solo per quello di Microsoft. Bisogna avere iOS aggiornato almeno alla versione 26.4, il rilascio con cui Apple ha introdotto le modifiche strutturali che rendono possibile far girare questo tipo di app su Apple CarPlay. Senza quel passaggio, niente da fare.
L’altro aspetto, meno piacevole per chi sperava in una prova gratuita, riguarda l’accesso. Allo stato attuale sembra che il chatbot su CarPlay funzioni soltanto con un abbonamento premium. Non è una limitazione da poco, considerando che diversi concorrenti offrono almeno una versione base senza costi ricorrenti, ma è la condizione con cui il servizio si presenta al debutto. Va detto che tutto questo movimento attorno agli assistenti virtuali nell’abitacolo era prevedibile dal momento in cui Apple ha aperto le porte agli sviluppatori esterni. Prima di quel cambio di rotta, CarPlay era sostanzialmente un giardino recintato dove entravano musica, mappe, messaggi e poco altro. Adesso lo scenario è diverso e la concorrenza tra le varie AI si gioca anche sul cruscotto.
Siri sta per arrivare, Gemini invece continua a mancare
Il pezzo che manca all’appello in casa Apple è Siri, che però ha le ore contate. La distribuzione di iOS 27 parte questo lunedì e con essa dovrebbe arrivare finalmente anche la nuova versione dell’assistente sul sistema per auto, pur restando formalmente in fase Beta. Un ritardo curioso, se si pensa che stiamo parlando dell’assistente nativo della piattaforma, arrivato buon ultimo su un terreno che avrebbe dovuto essere il suo.
A quel punto, però, resterà scoperta una casella ancora più strana: Gemini. L’assistente di Google è praticamente ovunque, sta già facendo capolino su Android Auto, eppure su CarPlay non si è ancora visto. La stranezza aumenta se si considera che proprio Mountain View fornisce ad Apple gli algoritmi di intelligenza artificiale su cui poggia la nuova incarnazione di Siri. Due aziende che collaborano dietro le quinte ma che, su questo specifico fronte, non si sono ancora incontrate.
Per chi guida, il quadro pratico è comunque già interessante. Avere a disposizione più assistenti significa poter scegliere quello che risponde meglio alle proprie abitudini, che si tratti di dettare una mail, chiedere informazioni al volo o semplicemente portare avanti una conversazione iniziata altrove. La differenza tra i vari chatbot, a questo punto, si misura sul campo, tra tempi di risposta, qualità delle risposte e, appunto, costo dell’accesso. Il passaggio a iOS 27 sarà il momento in cui l’ecosistema si completerà davvero, almeno sul fronte Apple. E l’assenza di Gemini diventerà, a quel punto, ancora più evidente di quanto non sia adesso.
Fonte: TecnoAndroid








