Vai al contenuto
Offerte

Codice della Strada, multe in 21 fasce e rincari fino al doppio

In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni

Il Governo ha approvato lo schema di decreto legislativo sul nuovo Codice della Strada, una riforma che cambia multe, controlli e documenti di guida con un’idea di fondo piuttosto chiara. Le infrazioni minori pesano meno sul portafoglio mentre i comportamenti più rischiosi per la sicurezza vengono puniti con maggiore severità. Il testo arriva dopo due mesi di consultazione pubblica con le associazioni, costruita attorno al lavoro dei Ministeri dell’Interno e dei Trasporti. Ora passerà al vaglio del Consiglio di Stato, della Conferenza Unificata e delle Commissioni parlamentari, con il via libera definitivo atteso entro marzo. L’entrata in vigore è fissata al 1° gennaio 2028.

Multe ridisegnate e rincari per le condotte pericolose

Il primo intervento riguarda le tabelle sanzionatorie, che passano da 82 a 21 fasce. Si parte da importi compresi tra 25 e 100 euro per le violazioni lievi fino ad arrivare a sanzioni tra 10.000 e 40.000 euro per quelle più gravi. Alcuni ritocchi sono minimi ma servono a semplificare. Le multe da 26 e 42 euro scendono a 25 e 40 euro, quelle da 83 e 87 euro vengono arrotondate a 80 euro.

Dall’altra parte arriva uno schema di maggiorazioni percentuali. La sanzione base cresce del 10% per chi ha meno di 20 punti sulla patente, per i neopatentati, per i recidivi nel quinquennio e per chi guida veicoli sopra i 150 kW o senza revisione da oltre 6 mesi. Si sale al 20% in caso di guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti e al 33% per incidenti senza lesioni o infrazioni commesse tra le 22 e le 7. Chi circola con patente sospesa o targa alterata paga il 50% in più, mentre guida senza patente, senza assicurazione o incidenti con lesioni gravi portano al raddoppio della sanzione.

Viene anche sospeso l’adeguamento all’inflazione che ogni due anni ritoccava gli importi. Un aggiornamento sarà possibile solo se l’Istat rileverà una variazione dei prezzi al consumo superiore al 5% rispetto all’ultimo adeguamento e la decisione spetterà ai ministri di Giustizia, Economia e Trasporti.

Assicurazione, targhe straniere e verbali più veloci

Stretta decisa sui mezzi senza RC Auto. Per i veicoli scoperti scatta il divieto di marcia a tempo indeterminato e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avviserà i proprietari, che avranno 30 giorni per mettersi in regola o dimostrare eventuali esoneri prima che il blocco diventi esecutivo. Chi guida in Italia con targa estera per oltre 30 giorni dovrà invece iscrivere il veicolo al Registro Veicoli Esteri (REVE) e stipulare un’assicurazione conforme alla legge italiana, con un sistema di riscossione coattiva per recuperare le somme non pagate.

Si dimezzano poi i tempi di notifica dei verbali per le infrazioni rilevate a distanza da autovelox o telecamere ZTL. Comuni e forze dell’ordine avranno 45 giorni anziché 90, così da permettere ricorsi in tempi congrui.

Documenti digitali, anziani al volante e proventi delle multe

Con il nuovo Codice della Strada non sarà più obbligatorio portare con sé patente e libretto cartacei perché gli agenti verificheranno tutto tramite le banche dati pubbliche. Nasce la carta di circolazione digitale, valida entro i confini nazionali, mentre per viaggiare all’estero servirà ancora il documento stampato. Salta l’obbligo di PEC per tutti i patentati e resta la possibilità di un domicilio digitale facoltativo nell’INAD, con notifiche tramite la piattaforma SEND e ricorso alla posta tradizionale solo in assenza di un indirizzo telematico.

Nessun divieto automatico per gli over 85, né di notte né in autostrada né oltre una certa distanza da casa. L’idoneità resterà affidata al medico in sede di rinnovo. Tutti i Comuni dovranno aderire entro sei mesi alla piattaforma CUDE per i pass disabili, pena l’impossibilità di multare con dispositivi automatici accessi in ZTL e soste negli spazi riservati.

Cambia anche la ripartizione dei proventi. Per le multe elevate da agenti dello Stato il 30% va allo Stato e il 70% all’ente proprietario della strada, mentre per quelle della polizia locale il 70% resta all’ente locale e il 30% al proprietario stradale, con l’obbligo di destinare i fondi a manutenzione, segnaletica, sicurezza e personale. Dalle spese di notifica saranno esclusi i costi di acquisto e gestione degli apparecchi di rilevamento e le spese legali successive. I Comuni potranno consultare gratis ANV e PRA, mentre i comandi di polizia dovranno archiviare d’ufficio i verbali con errori formali, di propria iniziativa o su istanza del trasgressore.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
138 Condivisioni