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Codice della strada: 75 euro di multa se attraversi col telefono

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Attraversare la strada con lo smartphone in mano potrebbe diventare presto un comportamento sanzionabile, con una multa da 75 euro per chi viene sorpreso con gli occhi incollati allo schermo mentre passa da un marciapiede all’altro. È una delle ipotesi contenute nella riforma del Codice della strada attualmente allo studio, un pacchetto di norme ancora provvisorie ma già piuttosto dettagliate su cosa si potrà fare e cosa no quando si cammina.

Il ragionamento dietro la proposta è abbastanza lineare. La distrazione da telefono non riguarda solo chi sta al volante. Chi guarda una chat o legge una notifica mentre attraversa smette di fatto di monitorare quello che gli succede intorno, quindi auto, ciclisti, biciclette e qualsiasi altro veicolo in movimento. Il rischio ricade su sé stessi e sugli altri, e da qui l’idea di estendere il concetto di distrazione anche ai pedoni.

Cosa prevede la nuova sanzione per i pedoni

La multa, se la novità verrà confermata nel testo definitivo, scatterebbe anche sulle strisce pedonali. Un punto non secondario, visto che molti danno per scontato che l’attraversamento segnalato garantisca una sorta di immunità comportamentale. Il divieto è circoscritto alla fase di attraversamento vera e propria, quindi camminare sul marciapiede continuando a scrivere un messaggio resta perfettamente legittimo.

L’elenco dei dispositivi coinvolti è ampio e comprende apparecchi radiotelefonici, smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi. Diverso il discorso per cuffie, auricolari e vivavoce, che restano ammessi. Con una condizione però, e cioè che non compromettano la capacità di percepire quello che accade intorno. Tradotto in pratica, ascoltare musica va bene finché si riesce comunque a sentire il traffico e a mantenere l’attenzione sulla strada. Non finisce qui, perché la bozza introduce altri obblighi per chi si sposta a piedi. Il pedone dovrà fermarsi e accertarsi che i conducenti dei veicoli lo abbiano effettivamente visto e che si stiano fermando per dargli la precedenza. Inoltre non potrà compiere movimenti repentini o imprevedibili, come cambi improvvisi di traiettoria, salvo situazioni di necessità. Norme che spostano una parte della responsabilità su chi attraversa, in un impianto che finora aveva concentrato quasi tutto sul comportamento di chi guida.

Il divieto alla guida resta e potrebbe essere ritoccato

Sul fronte automobilistico nulla cambia, almeno nell’impostazione di fondo. Il divieto di usare lo smartphone alla guida resta pienamente in vigore e le sanzioni sono già state inasprite nel dicembre 2024, quando sono entrate in vigore multe che partono da 250 euro, accompagnate dalla decurtazione dei punti e da una mini sospensione della patente. Gli importi e le casistiche potrebbero comunque essere ulteriormente ritoccati nel corso della riforma.

Il percorso normativo, va detto, è ancora lungo. Le novità allo studio, comprese quelle sull’uso del telefono da parte dei pedoni, dovranno passare attraverso l’iter ordinario prima di arrivare alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale e all’entrata in vigore. La consultazione pubblica è aperta fino al 13 settembre 2026, poi si passerà alla definizione della bozza entro il 14 ottobre. Solo dopo arriverà il momento della discussione e dell’approvazione parlamentare, che è la fase in cui i testi spesso cambiano forma.

Un cambio di prospettiva sulla sicurezza urbana

Quello che emerge dalla proposta è un approccio diverso alla sicurezza stradale, che non guarda più soltanto ai veicoli. L’attenzione si sposta sul comportamento complessivo di chi occupa lo spazio urbano, pedoni inclusi. Una multa da 75 euro per un gesto tanto comune quanto quello di controllare il telefono mentre si attraversa farà probabilmente discutere, soprattutto sul piano dei controlli concreti e di come verranno gestiti nella quotidianità. Per ora si tratta di norme provvisorie, un testo in movimento che dovrà superare la consultazione, la stesura definitiva e il passaggio in Parlamento prima di diventare qualcosa di applicabile sulle strade italiane.

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