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Citroën Ami a 72 km/h con una 15enne alla guida: cosa è successo

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Una Citroën Ami lanciata a 72 km/h in una zona con limite a 30 non è esattamente la scena che ci si aspetta di trovare durante un normale controllo stradale, eppure è successo davvero in Francia, con una ragazza di 15 anni al volante e un motore chiaramente manomesso. La microcar elettrica, per legge, non dovrebbe superare i 45 km/h. Qui ne faceva quasi il doppio.

I gendarmi, una volta fermato il quadriciclo, hanno impiegato pochissimo per capire che qualcosa non tornava. Le verifiche sul posto hanno confermato i sospetti: sul propulsore era stato eseguito uno sblocco elettronico, un intervento illegale pensato per eliminare il limitatore di fabbrica e permettere al veicolo di spingersi ben oltre i valori previsti dall’omologazione originale. Un lavoro artigianale che, su una strada aperta al traffico, è severamente vietato.

Perché una modifica del genere fa decadere tutto

Il punto è che alterando la meccanica di serie vengono meno i requisiti di sicurezza e l’omologazione salta automaticamente. E qui il dettaglio diventa decisivo, perché Citroën Ami può essere guidata a partire dai 14 anni soltanto a una condizione precisa, ovvero che resti esattamente com’è uscita dalla fabbrica. Nessuna centralina toccata, nessun limitatore rimosso, nessuna scorciatoia per guadagnare qualche chilometro orario.

Nel momento in cui quel vincolo salta, il veicolo smette di rientrare nella categoria che ne consente la guida ai minorenni. Non è una sfumatura burocratica, è la differenza tra un mezzo perfettamente legale e un quadriciclo che, agli occhi della legge, non ha più i titoli per stare in strada con un quindicenne al volante.

Multa, fermo amministrativo e conto finale

La sanzione per l’eccesso di velocità è stata solo il primo capitolo. La pattuglia ha aperto una procedura per circolazione con veicolo modificato e ha disposto il fermo amministrativo immediato della microcar, che è stata tolta subito dalla circolazione. Dopo il controllo approfondito di tutta la documentazione, per i proprietari si è aperto un iter che si annuncia lungo e tutt’altro che economico.

Per rimettere il mezzo su strada servirà infatti la totale rimessa in conformità presso un’officina, con il ripristino delle specifiche originali, più il pagamento delle varie sanzioni accumulate durante l’accertamento. Insomma, quella corsa a 72 all’ora è durata pochi istanti ma lascerà strascichi per parecchio tempo.

Il vero problema non è il verbale

Al di là delle multe c’è una questione più seria, ed è quella della sicurezza stradale. Citroën Ami è stata progettata in ogni suo componente, telaio e impianto frenante compresi, per garantire una tenuta di strada fino a 45 km/h. Non è una limitazione messa lì per far dispetto a qualcuno, è il parametro su cui è stato calibrato l’intero veicolo.

Forzare quell’equilibrio significa cancellare le garanzie del costruttore e creare un pericolo concreto, prima di tutto per chi guida e poi per chiunque altro si trovi sulla stessa carreggiata. Un impianto frenante dimensionato per una certa velocità si comporta in modo molto diverso quando quella velocità viene superata di quasi il doppio, e lo stesso vale per la stabilità del mezzo in curva o in caso di manovra d’emergenza.

L’episodio è stato reso pubblico dopo l’intervento dei gendarmi e ha riacceso il tema delle microcar elettriche truccate, un fenomeno che riguarda proprio quella fascia di giovanissimi che a 14 anni trova nel quadriciclo la prima forma di libertà su quattro ruote. In questo caso l’accelerata è durata pochissimo, giusto il tempo di finire sotto il controllo di una pattuglia, e si è chiusa con il mezzo fermo e un conto decisamente salato da saldare.

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