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OpenAI sta testando un nuovo assistente sempre attivo per ChatGPT chiamato semplicemente “o”, e alcuni riferimenti a questa funzione non ancora annunciata sono comparsi online per un breve periodo. L’azienda non ha confermato né smentito nulla, ma le tracce emerse descrivono un progetto piuttosto concreto, con un dettaglio che fa pensare a una possibile gestione della posta elettronica.
A notarlo sono stati alcuni utenti su X, che hanno individuato una voce insolita tra i vantaggi del piano ChatGPT Pro, quello da circa 85 euro. La dicitura parlava di “o, il tuo assistente sempre attivo” e compariva nell’elenco dei benefici riservati agli abbonati più esigenti. Poi è sparita, come spesso accade quando qualcosa viene pubblicato un po’ prima del previsto. Nella stessa lista figuravano altre promesse già più familiari: un utilizzo più ampio di Work e di Codex, la memoria al massimo livello, 100 GB di spazio per l’archiviazione dei file e l’accesso anticipato alle nuove funzioni. Insomma, “o” era stato inserito accanto a caratteristiche reali del servizio, non in un angolo nascosto o in una pagina di prova.
Il dettaglio che porta verso la posta elettronica
La parte più interessante però non riguarda la pagina degli abbonamenti. Esiste infatti una configurazione dinamica in cui compare un campo displayname impostato su “o”, affiancato da un emailsuffix che richiama lo stesso nome. Sembra un dettaglio tecnico da addetti ai lavori, eppure dice parecchio. La presenza di un suffisso legato alle email lascia intendere che il nuovo assistente potrebbe avere, prima o poi, una qualche forma di capacità legata alla posta o addirittura una sua identità digitale in questo ambito.
Il ragionamento regge. Un assistente “o” pensato per restare sempre acceso avrebbe senso proprio perché potrebbe continuare a occuparsi delle attività anche quando l’utente non sta usando ChatGPT in modo attivo. Un aiutante che lavora in sottofondo, quindi, e non soltanto un chatbot che risponde quando interpellato. Detto questo, i piani precisi di OpenAI non sono ancora noti e al momento tutto si basa su indizi sparsi, per quanto piuttosto eloquenti.
Il DevDay di San Francisco potrebbe svelare di più
Il momento giusto per qualche chiarimento potrebbe arrivare molto presto. OpenAI ha già confermato che il DevDay 2026 si terrà il 29 settembre a San Francisco, e da quell’appuntamento ci si aspetta l’annuncio di diverse novità. L’evento offrirà uno sguardo più ravvicinato su ciò che i vari team stanno sviluppando, con sessioni tecniche, dimostrazioni e nuovi strumenti. Non sarebbe affatto sorprendente se proprio in quell’occasione venissero condivise più informazioni su “o”.
Nel frattempo sono circolati anche riferimenti a un sistema interno chiamato Aeon, legato agli agenti personalizzati per gli spazi di lavoro di ChatGPT. Le due cose però non sembrano coincidere. Aeon appare orientato agli ambienti professionali e alla creazione di agenti su misura, mentre “o” dà l’impressione di essere un’esperienza separata, pensata per il pubblico dei consumatori e destinata a chi usa ChatGPT nella vita di tutti i giorni.
Fonte: TecnoAndroid








