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ChatGPT Atlas verso lo spegnimento: cosa fare entro il 9 agosto

Il capitolo di ChatGPT Atlas si chiude molto prima di quanto qualcuno potesse immaginare. OpenAI ha spiegato nero su bianco cosa succederà quando il browser dedicato per Mac smetterà di funzionare nel fine settimana, lasciando a chi lo usava poco tempo per correre ai ripari. La data da segnare è quella del 9 agosto, giorno in cui il software verrà definitivamente spento dopo una breve fase di transizione.

ChatGPT prende il posto di Atlas

La decisione non arriva del tutto a sorpresa. Già a luglio si era parlato della volontà di OpenAI di abbandonare il browser autonomo per concentrare tutto sugli strumenti di navigazione integrati direttamente nella nuova app desktop di ChatGPT. In pratica Atlas viene assorbito da qualcosa di più grande, e l’esperienza a sé stante finisce qui. Il punto delicato riguarda cosa accadrà dopo lo spegnimento. OpenAI avverte che, superata quella data, Atlas potrebbe non aprirsi più, non permettere la navigazione e nemmeno supportare i cosiddetti flussi di lavoro agentici. C’è poi la questione sicurezza, perché il browser dismesso non riceverà più aggiornamenti. Chi lo usava farebbe bene a spostarsi su un’alternativa ancora supportata, senza tirarla troppo per le lunghe.

E qui entra in gioco un po’ di lavoro manuale. I segnalibri non verranno trasferiti in automatico, quindi la raccomandazione è di esportarli come file HTML e salvare le pagine importanti prima della scadenza di domenica. I cookie, dove possibile, avranno opzioni di esportazione. Buone notizie invece per la cronologia delle conversazioni di ChatGPT, che è archiviata separatamente e resterà disponibile.

Le alternative tra i browser con intelligenza artificiale

La strada indicata da OpenAI porta dritta alla nuova app desktop. Il suo browser interno gestisce più schede, download, accessi ai siti, compilazione automatica, gestione delle password, estensioni e stato persistente della navigazione. Detto questo, non è proprio pensato come un browser vero e proprio, e questo si sente.

Quando serve un profilo Chrome già esistente, una sessione con login attivo, schede aperte o altre estensioni, l’azienda consiglia di appoggiarsi alla propria estensione per Chrome. C’è anche una funzione chiamata “computer use” nell’app desktop, che se autorizzata può arrivare a controllare Safari.

Chi cerca browser con intelligenza artificiale su Mac ha comunque diverse opzioni sul tavolo, da Comet a Dia, passando per Opera Neon e Aside. Anche Anthropic segue una logica simile su due binari, con Claude Code che offre un browser interno in ambiente protetto e un’estensione per Chrome capace di lavorare con le sessioni già aperte e autenticate.

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