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Il listino delle batterie LFP firmate CATL è finito online, alla luce del sole, e il numero che ha attirato più attenzione è quello della cella da 314 Ah: 0,423 yuan/Wh, ovvero qualcosa come 58 euro per kWh. Il colosso cinese ha ampliato CATL Mall, la piattaforma B2B nata nel giugno 2026, pensata per far comprare le celle direttamente dal produttore alle piccole e medie imprese che lavorano nell’accumulo di energia. Nessun distributore in mezzo, nessuna catena di passaggi. In meno di due mesi gli iscritti hanno superato le 1.800 aziende, segno che il modello ha toccato un nervo scoperto del mercato.
Accanto alla versione da 314 Ah c’è quella da 280 Ah, offerta a 0,494 yuan/Wh, circa 68 euro per kWh. Vale la pena chiarire subito un punto che spesso genera confusione: si parla di celle destinate ai sistemi di accumulo stazionario, non di pacchi batteria completi per auto elettriche. Confrontare queste cifre con il costo delle batterie di una vettura elettrica porterebbe a conclusioni sbagliate.
Ordini piccoli, soglie basse: come funziona CATL Mall
La logica commerciale è agli antipodi rispetto ai contratti da centinaia di megawattora firmati tra grandi produttori e clienti industriali. Su CATL Mall il quantitativo minimo è di 600 celle, tre scatole. Nel caso della 314 Ah si parla di circa 538 kWh, per un valore dell’ordine di 250.000 yuan, più o meno 34.000 euro. Con la 280 Ah, invece, 600 unità arrivano a circa 603 kWh per una spesa attorno ai 260.000 yuan. Le celle sono indicate per carica e scarica a 1C e la durata dichiarata arriva a 8.000 cicli prima di scendere al 70% dello stato di salute. Per gli ordini minimi da tre scatole CATL include cinque anni di garanzia senza sovrapprezzo, con tempi di spedizione tra tre e cinque giorni. Serve una licenza commerciale cinese per accedere, e secondo quanto comunicato dall’azienda la registrazione si chiude in circa un minuto, mentre il primo ordine richiede una ventina di minuti. I prezzi, ovviamente, restano legati all’andamento delle materie prime.
Il vero bersaglio sono gli intermediari, non il prezzo
Qui arriva la parte curiosa. Quei 58 euro per kWh della cella da 314 Ah non sono affatto il minimo assoluto del mercato cinese delle batterie. Alcune rilevazioni riferite alla primavera 2026 indicavano medie più basse, intorno ai 51-54 euro per kWh per celle LFP di capacità simile. Il punto di forza della piattaforma sta altrove: una piccola azienda può mettere le mani su celle di un produttore di primissima fascia, con garanzia, tracciabilità e una filiera di approvvigionamento snella. Cose che, per un integratore da poche centinaia di kWh all’anno, contano quanto il prezzo. Il catalogo non si ferma alle celle. Ci sono moduli di accumulo da 47 e 105 kWh e container da 20 piedi, lunghi circa 6,6 metri, con capacità fino a 5 MWh. Per questi prodotti, per il momento, CATL non ha diffuso i listini.
Storage, il business che insegue l’automotive
Chi rischia di rimetterci sono i distributori tradizionali, che si trovano di fronte a una scelta piuttosto netta: spostarsi verso servizi a valore aggiunto come progettazione, installazione, assistenza e gestione dei sistemi, oppure vedersi erodere il margine. Perché l’operazione, in fondo, non riguarda soltanto il costo di una cella. CATL vuole intercettare in prima persona la domanda di accumulo energetico, un comparto che l’azienda considera sempre più strategico, in certi aspetti perfino più del business legato ai veicoli. I numeri raccontano la direzione. Già a giugno l’attività di storage pesava circa il 20% dei ricavi, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere un equilibrio 50:50 con le batterie per l’automotive nei prossimi anni.










