C’è un momento nella storia di Dragon Ball in cui una scelta pensata per riempire un episodio speciale si è trasformata in qualcosa di molto più grande. Il padre di Goku, Bardock, non doveva esistere nel manga. Era nato dentro l’anime, quello spazio dove di solito finiscono le storie destinate a essere dimenticate. E invece è successo l’esatto contrario. Akira Toriyama se ne innamorò a tal punto da portarlo dentro la sua opera principale, e da lì il personaggio è diventato un pezzo di mitologia che ancora oggi appassiona i fan.
Per capire come sia andata bisogna tornare al modo in cui funzionavano le cose allora. Le storie esclusive dell’anime venivano considerate non canoniche, quasi una zona franca. Il team della Toei contattava Toriyama giusto per farsi correggere qualche design, ma per il resto andava avanti da solo. Fino a quando Katsuyoshi Nakatsuru, uno degli artefici principali del successo della serie, ricevette un incarico particolare. Doveva disegnare proprio Bardock, il padre di Goku, per un episodio speciale. E qui non c’era spazio per andarci con calma o cavarsela alla buona. Doveva venire bene, punto.
Bardock: da due vignette a un pezzo di storia
Il lavoro tra Nakatsuru e Toriyama fu un continuo scambio di bozze. Bisognava decidere non solo il volto di Bardock, ma anche quelli del resto della sua squadra, e l’autore ne modificò parecchi. Curioso il fatto che alcuni dei disegni originali finirono comunque per apparire nell’anime, nascosti nei fermo immagine che separavano la serie dagli spot pubblicitari durante la saga di Freezer. Un dettaglio che nessuno notò per parecchio tempo.
La cosa sarebbe potuta finire lì, ma a Toriyama la storia piacque così tanto da decidere di inserire Bardock nel manga. Bastarono due vignette, separate da appena tre mesi dallo speciale televisivo. Poi Dragon Ball Z adattò quelle vignette, che a loro volta adattavano lo speciale. Un giro un po’ contorto, va detto, ma anche un momento raro. Fu lo stesso autore a raccontare cosa provò guardando il risultato finito. “Quando vidi l’episodio ricordo di aver sentito ammirazione. Con i miei lavori preferisco un tono leggero, quindi tendo a evitare il materiale serio. Anche se avessi scritto io sullo stesso passato, sarebbe stato più luminoso e distante. Grazie a questo, sento che Dragon Ball ha molta più profondità”.
C’è anche un retroscena che rende tutto ancora più interessante. L’idea iniziale della Toei era diversa. Volevano che Goku e Bardock fossero nemici in un film, ma abbandonarono l’idea per motivi piuttosto evidenti. “Senza tirare in ballo viaggi nel tempo o cose simili, non potrebbe combattere contro Goku. E poco dopo il discorso cambiò in ‘In quel caso, forse sarebbe meglio avere una storia che presenti il padre di Goku'”. È proprio il materiale di cui sono fatte le leggende.


