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Un nuovo studio propone cuffie con AI per riconoscere le diverse voci
L’aspetto più rilevante del progetto è l’assenza di interazioni artificiali. Non è richiesto alcun gesto, nessuna selezione preventiva, né l’uso di sensori visivi o tracciamenti dello sguardo. Il sistema entra in funzione quando l’utente prende la parola. Da quel momento, un primo modello analizza i tempi di intervento delle voci circostanti per identificare chi sta effettivamente partecipando allo scambio comunicativo. Un secondo modello agisce in parallelo, occupandosi della pulizia del segnale audio e della restituzione di una voce più nitida e comprensibile. Senza ritardi percepibili.
Un elemento strategico del progetto è la scelta di rendere il codice open source, una decisione che punta a favorire la diffusione e l’adattamento della tecnologia su scala più ampia. Restano però alcune criticità. Ambienti estremamente caotici, con persone che parlano simultaneamente o che entrano ed escono rapidamente da una conversazione, possono mettere in difficoltà l’algoritmo. Anche il tema del multilinguismo è aperto: il modello è stato addestrato su inglese, mandarino e giapponese, e l’estensione ad altre lingue richiederà ulteriori adattamenti.
Nel suo stato attuale, il prototipo delle nuove cuffie è in grado di gestire conversazioni che coinvolgono fino a cinque persone, includendo chi indossa le cuffie. Tale capacità è stata dimostrata in tempo reale, mantenendo una qualità audio stabile anche in presenza di rumori di fondo. La tecnologia è stata presentata ufficialmente il 7 novembre a Suzhou, in Cina, durante la conferenza EMNLP. Uno degli eventi di riferimento per la ricerca sul linguaggio naturale e sui modelli computazionali del parlato.
Fonte: TecnoAndroid








