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Chi aspetta Apple Watch Ultra 4 dovrà mettere in agenda il 9 settembre, data scelta da Apple per l’evento battezzato “Surprise and Shine”, lo stesso appuntamento che dovrebbe portare sul palco iPhone 18 Pro, iPhone 18 Pro Max, il primo pieghevole della casa e la nuova generazione di orologi. L’orologio di punta di Cupertino, insomma, dovrebbe esserci. E per capire cosa aspettarsi conviene rimettere in fila le indiscrezioni circolate finora, perché su alcuni punti concordano quasi tutte, su altri decisamente meno.
Design, le indiscrezioni non vanno d’accordo
Il capitolo più incerto riguarda proprio l’estetica. Da una parte c’è chi sostiene che Apple abbia messo mano alle linee del prodotto, con ritocchi visibili rispetto a quanto visto fino a oggi. Dall’altra ci sono voci altrettanto autorevoli, a partire da quelle di Mark Gurman di Bloomberg, secondo cui né Apple Watch 12 né Apple Watch Ultra 4 riceveranno quest’anno un restyling degno di questo nome.
La verità, come spesso accade quando due fonti solide si contraddicono, potrebbe stare nel mezzo. L’ipotesi più realistica è che la sagoma resti quella a cui il pubblico si è abituato, con la cassa robusta e il pulsante d’azione ormai diventato marchio di fabbrica, e che le modifiche riguardino piuttosto i dettagli. Rifiniture, materiali, magari qualche variazione sui bordi o sulle finiture. Niente che stravolga il colpo d’occhio, insomma, ma abbastanza da giustificare un aggiornamento generazionale agli occhi di chi guarda l’orologio da vicino.
Va detto che una scelta del genere sarebbe perfettamente in linea con l’approccio di Apple sugli indossabili, dove i cambi di rotta estetici arrivano di rado e vengono spalmati su più anni. Chi sperava in una rivoluzione visiva farà bene a moderare le aspettative.
Sensori raddoppiati e un nuovo chip per le funzioni AI
Sotto la scocca, invece, il quadro è molto più compatto. Le indiscrezioni convergono su un intervento importante a livello di sensori, e qualcuno si spinge a parlare addirittura di un raddoppio dei componenti dedicati alla sensoristica rispetto alla generazione attuale. Un salto di questo tipo, se confermato, cambierebbe parecchio le carte in tavola sul fronte della raccolta dati.
Anche Gurman ha anticipato miglioramenti concreti sul versante del fitness tracking, che per un dispositivo pensato per lo sport estremo e le attività outdoor resta il terreno di gioco principale. Il dettaglio più interessante però riguarda una funzione inedita legata alla misurazione della pressione sanguigna, che secondo le segnalazioni raccolte sarebbe già passata al vaglio della FDA, l’ente statunitense che regola i dispositivi medici. Un passaggio che, quando compare nei rumor, di solito indica che il lavoro è a uno stadio avanzato.
Al pacchetto si aggiunge un nuovo chip, componente che dovrebbe fare da motore alle funzioni di intelligenza artificiale destinate all’orologio. Più potenza a bordo significa poter elaborare localmente una quantità maggiore di dati provenienti dai sensori, con tutto quello che ne consegue in termini di reattività e di gestione delle informazioni sensibili legate alla salute.
Il quadro che ne esce è quello di un prodotto in cui l’evoluzione passa quasi tutta dall’interno. Fuori, poche novità o comunque cambiamenti misurati. Dentro, un rinnovamento più deciso, tra sensoristica ampliata, elaborazione più potente e funzioni sanitarie che allargano il perimetro di quello che l’orologio è in grado di misurare. Il 9 settembre servirà a capire quante di queste anticipazioni troveranno conferma sul palco di Cupertino, accanto ai nuovi iPhone 18 Pro e al pieghevole che rappresenta la vera incognita dell’evento.










