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Apple Watch si sta rivelando un prodotto decisamente costoso per Apple, e non soltanto per chi decide di acquistarlo. Nel giro di poche settimane l’azienda di Cupertino ha incassato una nuova sconfitta in tribunale per violazione di brevetti, questa volta nella lunga contesa con Masimo, e il conto da saldare cresce di altri 184 milioni di dollari, pari a circa 158 milioni di euro.
La notizia arriva a breve distanza da un altro colpo piuttosto pesante. A fine settembre la mela morsicata era stata condannata a versare ben 5,7 miliardi di dollari, all’incirca 4,9 miliardi di euro, a Taction Technology. Al centro di quella vertenza c’erano alcuni brevetti legati al Taptic Engine, il sistema di feedback aptico che ha fatto il suo esordio proprio sullo smartwatch di casa Apple. Due casi diversi, quindi, ma con lo stesso dispositivo sempre in primo piano.
Una disputa con Masimo che va avanti da tempo
Il contenzioso con Masimo, a differenza di quello con Taction, ha radici ben più lontane nel tempo. Anche qui il protagonista è Apple Watch, finito ancora una volta sotto la lente dei giudici americani. Lo scorso novembre una sentenza aveva già stabilito che Apple dovesse versare 634 milioni di dollari, circa 545 milioni di euro, nelle casse dell’azienda rivale.
Una cifra enorme, certo. Eppure a quanto pare non era sufficiente. Con gli ultimi sviluppi della vicenda la somma si è ulteriormente gonfiata e il risarcimento complessivo arriva adesso a 818 milioni di dollari, vale a dire intorno ai 705 milioni di euro. Un incremento che pesa parecchio e che si aggiunge alla stangata già ricevuta sul fronte Taction, rendendo il bilancio legale legato all’orologio intelligente di Cupertino sempre più salato.
Per il colosso californiano il quadro si fa quindi piuttosto complicato. In poche settimane due cause distinte, entrambe collegate allo stesso smartwatch, si sono chiuse con condanne economiche di grande peso. E in tutti e due i casi il nodo è lo stesso, cioè l’uso di tecnologie coperte da brevetti appartenenti ad altre società.
Perché il giudice ha dato ragione a Masimo sugli interessi
A stabilire l’aumento è stato il giudice James Selna, che ha respinto la linea difensiva portata avanti da Apple. Secondo l’azienda di Cupertino, aggiungere gli interessi alla cifra già fissata avrebbe finito per garantire a Masimo un guadagno eccessivo, andando oltre quanto realmente spettante alla società titolare dei brevetti.
Il tribunale però l’ha vista in maniera completamente diversa. Gli interessi, secondo la corte, non rappresentano affatto un premio extra ma servono a compensare il titolare del brevetto per tutto il periodo durante il quale avrebbe dovuto ricevere i relativi pagamenti. In pratica si tratta di riequilibrare la situazione per il tempo trascorso senza che quelle somme arrivassero a destinazione, e non di arricchire chi ha vinto la causa.
Fonte: TecnoAndroid








