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Digit 5, l’umanoide Agility che lavora senza recinzioni

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Con Digit 5 Agility Robotics prova a fare il salto che l’intera industria degli umanoidi aspetta da anni, cioè togliere le barriere fisiche che finora tenevano i robot separati dagli operai. L’azienda, fondata nel 2015 a Salem, in Oregon, sviluppa la famiglia Digit da diverse generazioni e sostiene che i modelli precedenti abbiano accumulato oltre 65.000 ore di lavoro effettivo presso clienti del calibro di GXO, Schaeffler, Amazon e Toyota Motor Manufacturing Canada. Tre anni di uso quotidiano del Digit 4 hanno prodotto una quantità di feedback che ora si ritrova, tradotta in hardware e software, nella nuova versione.

Peggy Johnson, amministratrice delegata di Agility Robotics, la mette in termini piuttosto diretti, parlando della rimozione di un ostacolo fondamentale alla diffusione su larga scala degli umanoidi industriali. Il punto, insomma, non è tanto la forza bruta quanto la possibilità di lavorare accanto alle persone senza recinzioni.

Sicurezza su tre livelli e il primo via libera secondo gli standard OSHA

L’architettura di sicurezza di Digit 5 si appoggia a tre dispositivi che lavorano insieme. Il robot combina algoritmi proprietari con una serie di sensori per capire se c’è qualcuno nei paraggi, poi decide da sé come comportarsi, scansando la persona, fermandosi oppure mettendosi a sedere. A questo si aggiungono segnali visivi e sonori che comunicano in anticipo l’intenzione di muoversi, mentre un controllore di sicurezza indipendente scatta nel momento in cui la distanza diventa pericolosa.

Secondo l’azienda, Digit 5 è il primo robot umanoide a superare su una linea di produzione reale, quella di un cliente, una valutazione indipendente allineata agli standard di sicurezza industriale dell’Occupational Safety and Health Administration statunitense. C’è anche il capitolo NVIDIA: Agility Robotics è il primo partner di lancio di Halos for Robotics, la piattaforma di sicurezza appena presentata dal colosso dei chip, basata sull’infrastruttura IGX Thor e su Halos Core. Deepu Talla, vicepresidente della robotica e dell’AI embedded di NVIDIA, ha spiegato che la capacità di operare in totale sicurezza vicino a persone e beni è la condizione necessaria per passare dai prototipi ai dispiegamenti industriali veri. L’azienda dell’Oregon partecipa inoltre alla stesura degli standard ANSI/A3 TR R15.108 e ISO 25785 uno, ancora in elaborazione, dedicati ai robot mobili industriali e agli umanoidi.

Più carico, più autonomia e un solo robot per tutto il magazzino

Sul fronte delle prestazioni i numeri sono concreti. Le gambe di Digit 5 sono progettate per sopportare sollevamenti ripetuti e il robot arriva a 22,7 kg, cioè il 40% in più rispetto a Digit 4. In un impianto che segue le regole OSHA, questo significa poter coprire da solo operazioni di sollevamento finora assegnate a un lavoratore umano.

Cambia anche la batteria: 90 minuti di lavoro con una ricarica di nove minuti, quindi un rapporto tra autonomia e ricarica di dieci a uno, contro il due a uno della generazione precedente. Nella pratica il robot può restare operativo per più di venti ore su ventiquattro.

Il perimetro dei compiti si allarga parecchio. Digit 4 si occupava soprattutto di movimentare contenitori, mentre Digit 5 è pensato per coprire a regime l’intero flusso di un impianto, dalla depallettizzazione della merce in arrivo all’alimentazione delle macchine, passando per confezionamento, sequenziamento e controllo qualità, fino alla pallettizzazione prima della spedizione. Grazie alla piattaforma Agility Arc, ogni trasferimento viene coordinato con robot mobili autonomi, nastri trasportatori e sistemi di gestione dello stabilimento, con monitoraggio di disponibilità, produttività e tempo medio tra gli incidenti. Un dato dal campo: nel sito GXO di Flowery Branch, Digit 4 ha superato i 100.000 sacchi movimentati con una precisione attorno al 98%.

Produzione a Salem e arrivo in Europa

L’assemblaggio avviene a RoboFab, la fabbrica di Agility Robotics a Salem. Sono 6.500 metri quadrati che, a pieno regime, dovrebbero sfornare fino a 10.000 robot Digit all’anno, con un organico previsto superiore alle 500 persone.

La novità geografica riguarda il mercato: per la prima volta Digit verrà venduto fuori da Stati Uniti e Canada, partendo da Unione europea e Regno Unito, dove però il modello deve ancora ottenere la certificazione CE e le altre omologazioni necessarie. L’accesso anticipato è atteso nel primo semestre del 2027, con la disponibilità generale annunciata per la fine del 2027 presso gli operatori di produzione, stoccaggio e distribuzione.

Fonte: TecnoAndroid

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