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Gli smartphone di lusso continuano a essere terreno di caccia quasi esclusivo per un solo nome, e quel nome è sempre lo stesso. Nella prima metà del 2026 Apple ha spinto ancora più in alto la propria presenza nel segmento più costoso del mercato, arrivando a controllare il 65% dei dispositivi venduti nella fascia alta a livello globale. Un dato che parla da solo e che conferma quanto il marchio della mela sia radicato tra chi non guarda troppo al prezzo.
Il quadro emerge da un nuovo rapporto firmato da Counterpoint Research, che ha misurato l’andamento del comparto premium nei primi sei mesi dell’anno. Per capire di cosa si parla vale la pena chiarire subito un punto: la fascia alta comprende tutti quei dispositivi con un prezzo superiore ai EUR 520, ovvero intorno ai 550 euro. È lì, in quella zona del mercato dove i margini sono più generosi e la concorrenza si fa più feroce, che Apple ha allargato ulteriormente il proprio vantaggio.
Cosa significa il 65% di quota nel segmento premium
Numeri del genere raccontano una storia precisa. Quando due terzi degli smartphone premium venduti nel mondo portano il logo di una sola azienda, il resto dei produttori si divide quel che rimane. E rimane poco. La forza di Apple in questa parte del listino non è una novità assoluta, ma vederla consolidarsi in un momento in cui il settore di fascia alta cresce complessivamente dice qualcosa sulla capacità del marchio di catturare proprio i clienti disposti a spendere di più.
Il fatto interessante è che questa leadership non frena il mercato, anzi. La spinta di Apple ha finito per favorire la crescita dell’intero comparto degli smartphone di fascia alta, trascinando verso l’alto un segmento che negli ultimi tempi si è rivelato tra i più solidi e redditizi per chi produce telefoni. In pratica, più la mela vende, più il mercato del lusso si allarga.
Resta il fatto che una quota globale del 65% nella fascia sopra i EUR 520 è un traguardo che ridisegna gli equilibri. Gli altri marchi, quelli che pure hanno provato a inserirsi con proposte ambiziose e prezzi elevati, si trovano a competere per uno spazio molto più stretto di quanto vorrebbero. E il dato della prima metà del 2026 non fa che rimarcare quanto sia diventato difficile scalfire il primato di Cupertino in questo particolare angolo del mercato.










