App IO sta per allargare ancora il suo raggio d’azione, e stavolta tocca un terreno piuttosto delicato: le cartelle esattoriali. L’idea è che le notifiche del Fisco possano finire direttamente sullo smartphone, accanto a tutto quello che l’applicazione già gestisce. Niente di operativo per ora, ma la direzione sembra abbastanza chiara.
Dopo l’arrivo delle comunicazioni legate al processo tributario, già attive grazie alla collaborazione tra il Dipartimento della Giustizia Tributaria e PagoPA, ora è l’Agenzia delle Entrate-Riscossione a lavorare sull’integrazione degli avvisi collegati ai debiti fiscali. La novità rientra in una convenzione triennale tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze e le agenzie fiscali, e fa parte di quel percorso di digitalizzazione dei servizi pubblici che va avanti ormai da tempo.
Cosa cambia per chi riceve gli avvisi del Fisco
L’obiettivo è semplice da raccontare: far arrivare ai contribuenti, direttamente sul telefono, le informazioni su nuovi debiti fiscali da regolarizzare. Quindi le somme richieste, le modalità di pagamento, l’eventuale rateizzazione, la sospensione dell’atto o la possibilità di fare ricorso. Le comunicazioni potrebbero contenere anche la descrizione delle somme dovute all’ente creditore, insieme alle istruzioni per pagare entro i termini previsti.
Oggi le cartelle viaggiano soprattutto via PEC, tramite gli ufficiali della riscossione oppure con la classica raccomandata con ricevuta di ritorno. L’arrivo su App IO non sostituirebbe questi canali, ma li affiancherebbe con avvisi più immediati e accessibili. Il vantaggio pratico? Meno necessità di girare tra portali diversi per controllare la propria situazione, con tutto raccolto in un unico posto sullo smartphone.
Il processo tributario come primo banco di prova
Un primo passo concreto, come accennato, è già stato fatto con il processo tributario. Qui App IO permette di ricevere notifiche push su sentenze, ordinanze, decreti, udienze, richieste di integrazione documentale, eventuali anomalie e aggiornamenti dei fascicoli. Fino a poco fa, per seguire lo stato di un procedimento, bisognava accedere ogni tanto al Portale della Giustizia Tributaria usando SPID o la Carta d’Identità Elettronica.
Il nuovo sistema abbassa il rischio di lasciarsi sfuggire passaggi importanti, compresi i termini per presentare memorie difensive o per impugnare un atto. Tutto il progetto si inserisce in un piano più ampio, con investimenti per circa 18 milioni di euro destinati a software e infrastrutture digitali.