Le nuove cifre diffuse da AMD sui suoi processori EPYC raccontano una storia piuttosto chiara: nei carichi di lavoro legati all’AI agentica, le CPU della casa di Lisa Su starebbero già lasciando indietro la concorrenza, e con un margine niente male. Stiamo parlando di un vantaggio che, secondo i dati condivisi, arriva a 2,37 volte rispetto a NVIDIA Vera, con la prospettiva di spingersi oltre il 3,3x quando entrerà in gioco la prossima generazione basata su architettura Zen 6.
Il punto interessante è che AMD non sta parlando solo di promesse future. La narrazione costruita attorno a questi benchmark ruota tutta intorno a un concetto preciso: le prestazioni a livello di rack ci sono già oggi, non tra qualche anno.
AMD sfida NVIDIA Vera e Intel Xeon: EPYC Turin contro la concorrenza
Nel confronto messo in scena, EPYC Turin non si limita a battere la soluzione di NVIDIA. Secondo quanto sostenuto, mette in difficoltà anche le proposte di Intel sul fronte Xeon, sempre rimanendo nell’ambito dei carichi di lavoro tipici dell’AI agentica. È un terreno di scontro relativamente nuovo, ma che sta diventando in fretta il campo di battaglia principale per chiunque produca processori destinati ai grandi data center.
Il valore di 2,37x non è una cifra buttata lì a caso. Rappresenta il distacco che AMD rivendica nel confronto diretto con Vera, la piattaforma su cui NVIDIA punta molto per il futuro dei suoi sistemi. E quando si arriva a numeri del genere, è evidente che la posta in gioco va ben oltre la semplice questione di bandiera tra produttori rivali.
Zen 6 Venice e la corsa alle fabbriche di intelligenza artificiale
A spostare ancora più avanti l’asticella ci pensa Venice, il nome in codice della generazione costruita su Zen 6. Qui il vantaggio dichiarato supera il 3,3x, un salto che dovrebbe consolidare la posizione di AMD proprio mentre l’intero settore accelera lo sviluppo delle proprie CPU.
Il motivo di tutta questa frenesia ha un nome ben preciso: AI agentica. Questa nuova ondata di applicazioni sta costringendo tutti i grandi nomi del settore a correre, perché alimentare le cosiddette fabbriche di intelligenza artificiale, quelle strutture che misurano i propri consumi in multipli di gigawatt, richiede una potenza di calcolo che fino a poco tempo fa sembrava quasi fantascienza.
Nella gara ci sono tre protagonisti principali, ovvero AMD, Intel e la stessa NVIDIA. Ma il quadro è più affollato di quanto possa sembrare. Anche realtà come Arm, Qualcomm e Broadcom stanno lavorando ai propri processori pensati per questi carichi di lavoro. La differenza, almeno per ora, è che questi ultimi nomi non hanno ancora iniziato a fornire concretamente le loro soluzioni sul mercato.
Il messaggio che AMD vuole far passare con questi benchmark è dunque doppio. Da un lato c’è la rivendicazione di un primato già attuale con EPYC Turin, dall’altro la promessa di allungare ulteriormente il passo con l’arrivo di Venice. In un settore dove la concorrenza si gioca sui dettagli e sui decimali, mostrare margini di questa portata è un modo per ribadire con forza una posizione di vantaggio nella corsa alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.