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Anthropic vola a 60 miliardi di ricavi e supera la crescita di OpenAI

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Nel giro di pochi mesi Anthropic ha cambiato completamente scala, passando da numeri già importanti a cifre che raccontano una crescita fuori dall’ordinario. Le ultime proiezioni parlano di un tasso di ricavi annualizzati superiore ai 60 miliardi di euro raggiunto a fine luglio, un salto notevole se si pensa che calcoli analoghi, appena a maggio, indicavano circa 43 miliardi. E che alla fine del 2025 la stessa metrica si fermava a “soli” 8 miliardi circa.

Numeri che spiegano bene perché l’azienda fondata dai fratelli Amodei sia diventata l’osservata speciale nella corsa all’AI generativa. Non la più grande, questo va detto subito, perché OpenAI resta la protagonista principale del settore, quella con il marchio più riconoscibile e la base utenti più ampia. Ma la velocità con cui Anthropic sta bruciando le tappe è di un altro ordine di grandezza.

Una corsa che rimescola le gerarchie

Il confronto diretto aiuta a capire la portata della cosa. OpenAI è passata da circa 18 miliardi di euro annualizzati a fine 2025 ai circa 37 miliardi di oggi. Un raddoppio, insomma, che in qualsiasi altro settore verrebbe considerato clamoroso. Solo che nello stesso arco di tempo Anthropic ha fatto molto, molto di più.

Va però messo un asterisco importante, perché le due società potrebbero utilizzare metodologie differenti per calcolare i propri indicatori finanziari. Tradotto: mettere le cifre una accanto all’altra è utile per farsi un’idea, meno per trarre conclusioni definitive su chi stia davvero vincendo. Il tasso di ricavi annualizzati è una fotografia istantanea proiettata su dodici mesi, non un bilancio consolidato, e piccole differenze nel metodo di calcolo possono produrre scarti significativi.

Detto questo, gli analisti che seguono il dossier sembrano piuttosto convinti della traiettoria. Se il ritmo attuale dovesse reggere, le previsioni indicano che Anthropic potrebbe arrivare tra i 92 e i 110 miliardi di euro annualizzati entro la fine del 2026. Una cifra che, fino a un anno fa, sarebbe sembrata semplicemente irrealistica per un’azienda nata come costola di OpenAI, visto che gli Amodei arrivano proprio da lì.

Il nodo della quotazione in Borsa

È soprattutto questa accelerazione ad aver colpito investitori e analisti, e non è un caso che l’attenzione del mercato si sia spostata rapidamente su un altro terreno: la possibile IPO. Entrambe le società, Anthropic e OpenAI, hanno già presentato la documentazione necessaria per avviare il percorso verso la quotazione. Un passaggio tecnico, certo, ma che segnala una direzione precisa.

Le indiscrezioni che circolano puntano tutte nella stessa direzione: Anthropic potrebbe arrivare sui mercati prima della rivale, con tempistiche che qualcuno colloca già nei prossimi mesi. Sarebbe un sorpasso simbolico non da poco, considerando che per anni il dibattito pubblico sull’intelligenza artificiale ha ruotato quasi esclusivamente attorno al nome di OpenAI.

Cosa dicono davvero questi numeri

C’è un aspetto che vale la pena sottolineare, guardando la sequenza dei dati. Da 8 miliardi circa a fine 2025 a oltre 60 miliardi a fine luglio: non è una crescita lineare, è una curva che si impenna. E in un settore dove i costi di addestramento e infrastruttura restano altissimi, la capacità di generare ricavi a questa velocità diventa l’argomento più convincente da presentare a chi deve mettere i soldi.

La corsa all’intelligenza artificiale generativa, insomma, sta entrando in una fase diversa. Meno annunci e dimostrazioni, più conti da far tornare e mercati finanziari da convincere. Con due protagonisti che si preparano ad affrontare il pubblico degli investitori quasi in contemporanea, e con Anthropic che, almeno sul fronte della velocità di crescita, ha preso un vantaggio difficile da ignorare.

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