Un blackout IT ha messo in ginocchio American Airlines per circa cinquanta minuti, costringendo a terra tutti gli aerei non ancora decollati e quelli gestiti dalle compagnie regionali collegate. È successo ieri, tra le 6:30 e le 7:18 (ora locale statunitense), quando un guasto ai sistemi informatici ha spinto la Federal Aviation Administration, l’agenzia che regola l’aviazione civile negli Stati Uniti, a imporre lo stop. Poco meno di un’ora di paralisi che ha però prodotto conseguenze pesantissime.
I numeri parlano chiaro. Secondo FlightAware, il servizio che tiene sotto controllo tutti gli aerei in circolazione nel mondo, si sono accumulati 1.100 velivoli in ritardo e 221 collegamenti cancellati. Un effetto domino che ha colpito soprattutto la costa orientale, dove diverse tratte erano già saltate a causa dei temporali. Insomma, il momento peggiore possibile per un intoppo tecnologico di questa portata.
Passeggeri a terra e comunicato senza dettagli
Il disagio per i viaggiatori è stato immediato. Chi non è riuscito a partire o ha perso una coincidenza si è riversato sui profili social della compagnia, riempiendoli di proteste. La risposta di American Airlines è arrivata attraverso un comunicato piuttosto scarno, che non entra affatto nel merito di cosa sia successo davvero. Il testo ufficiale parla di un problema tecnologico che ha temporaneamente influito sulla connettività di alcuni sistemi, poi ripristinata del tutto, con tanto di scuse ai clienti e un ringraziamento allo staff per la rapidità nel rimettere tutto online.
Nessuna spiegazione tecnica, quindi. Il vuoto di informazioni lascia aperti diversi interrogativi sulla natura del guasto, anche perché lo staff aeroportuale ha dovuto fare i conti con una situazione già complicata dal maltempo. Gestire centinaia di voli fermi mentre i passeggeri chiedono risposte non è un lavoro semplice, e la brevità del blackout non ha attenuato più di tanto la confusione a terra.
Non è l’unico grattacapo recente per la compagnia
C’è di più. Sempre American Airlines ha vissuto un altro episodio spiacevole nei giorni scorsi. Un Boeing 787-9 Dreamliner partito sabato da Roma Fiumicino con destinazione Filadelfia è stato costretto a un atterraggio di emergenza a Dublino. Il motivo? Parte dell’equipaggio di cabina aveva accusato un malore, provocato da un odore sgradevole avvertito a bordo.
Due vicende diverse, un guasto ai sistemi informatici e un problema legato all’aria in cabina, ma entrambe finite sotto i riflettori nel giro di pochissimo tempo. La combinazione ha portato la compagnia statunitense al centro dell’attenzione, tra ritardi accumulati, cancellazioni e passeggeri costretti a rivedere i propri piani di viaggio all’ultimo minuto.


