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Amazon sceglie nuovi interventi per ridurre la richiesta d’energia dell’AI
La scelta non è casuale. Secondo le stime, entro il 2030 i data center americani potrebbero consumare tra i 214 e i 675 terawattora annui. L’esplosione dell’AI, con i suoi modelli sempre più complessi e dispendiosi, è il principale motore di tale crescita. Le energie rinnovabili, anche se hanno compiuto progressi notevoli, soffrono ancora di limiti strutturali. Il vento e il sole non garantiscono continuità e le reti elettriche faticano a trasportare grandi volumi di energia su lunghe distanze. I combustibili fossili, d’altra parte, restano incompatibili con gli impegni climatici internazionali. Da qui l’interesse crescente verso gli SMR, che uniscono affidabilità, basse emissioni e possibilità di installazione in prossimità dei centri di calcolo.
Amazon guarda lontano. La roadmap presentata prevede fino a 5 gigawatt di capacità nucleare aggiuntiva negli Stati Uniti. Con un progetto di rilievo già avviato presso il sito di Energy Northwest, dove verranno collocati dodici reattori Xe-100. Si tratta di un piano che va oltre il singolo impianto e che riflette una visione di lungo termine. Nella quale il nucleare diventa un pilastro della trasformazione digitale.
Fonte: TecnoAndroid








