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Il ridimensionamento di World’s Edge, lo studio che custodisce Age of Empires, è forse il colpo meno rumoroso ma più significativo dell’ultima ristrutturazione targata Xbox. A confermarlo è stato il creative director Adam Isgreen, che ha annunciato di essere stato licenziato insieme a poco meno della metà del team. In un messaggio su LinkedIn ha accennato a progetti interessanti che erano in preparazione, senza però chiarire se siano stati cancellati del tutto.
C’è anche un secondo passaggio, altrettanto pesante. Lo studio esce completamente da Xbox Game Studios e finisce sotto Activision, la stessa etichetta che ha appena ricevuto le chiavi di Halo e che accoglie pure Rare, casa di Sea of Thieves. Un cambio di indirizzo che, sulla carta, ridisegna la catena di comando di uno dei franchise strategici più longevi in circolazione.
Cosa aveva costruito World’s Edge in questi anni
Lo studio era nato a Redmond nel 2019 con un obiettivo preciso: fare da custode stabile di Age of Empires, la serie di strategia in tempo reale che dopo la chiusura di Ensemble Studios nel 2009 era rimasta per anni in mano a una girandola di contractor esterni. Il punto interessante è che World’s Edge non sviluppa i giochi in prima persona. Definisce la direzione creativa e coordina gli studi che li realizzano, un modello che Isgreen ha sempre descritto come il modo migliore per tenere la serie sui binari giusti.
I nomi coinvolti raccontano bene il meccanismo. Forgotten Empires si è occupata delle Definitive Edition, Relic Entertainment ha costruito Age of Empires IV, mentre Tantalus Media ha affiancato Forgotten Empires su Age of Mythology: Retold. Il risultato, numeri alla mano, ha funzionato. Age of Empires II e III hanno ricevuto le loro Definitive Edition nel 2019 e nel 2020, il quarto capitolo è arrivato nel 2021 come primo episodio principale dell’era post Ensemble e Retold è uscito a settembre 2024. Accoglienza complessivamente buona, senza exploit clamorosi, ma parliamo di un genere di nicchia e il metro di giudizio va tarato di conseguenza.
Poi c’è tutto il lavoro meno appariscente, quello che raramente finisce nei titoli. Anni di contenuti post lancio, lo sbarco riuscito su console Xbox nel 2023, le conversioni per PlayStation 5 di Age of Empires II e IV e perfino una versione macOS della Definitive Edition arrivata a maggio. Mantenere viva e in crescita una saga per PC che sfiora i trent’anni non è esattamente una passeggiata.
La riorganizzazione che tocca mezza Xbox
Il caso World’s Edge è solo un tassello di un riassetto molto più ampio. Halo Studios ha incassato i tagli più duri e non svilupperà più il prossimo Halo principale, con Activision che metterà in piedi un team dedicato alla serie, separato da Call of Duty, mentre ciò che resta dello studio scivola in un ruolo di supporto. Obsidian passa sotto Bethesda, Turn 10 viene assorbito da Playground Games e Ninja Theory sembra avviata alla chiusura dopo che l’acquisizione è saltata.
Quel che rimane di Xbox Game Studios in senso stretto si riduce a Playground, The Coalition, inXile e alla divisione publishing, quella che segue progetti come PHYSINT di Kojima. Secondo il memo firmato da Matt Booty, i licenziamenti legati a questo reset sono ormai completi per circa il 75%, dopo l’annuncio di luglio relativo a 3.200 riduzioni di personale nell’arco dell’anno fiscale 2027. Per chi gioca ad Age of Empires la domanda immediata riguarda gli impegni già presi, con un team dimezzato e una nuova proprietà editoriale alle spalle. Il fatto che lo studio non fosse comunque quello che metteva mano al codice lascia margine di manovra ai partner esterni che hanno firmato gli ultimi capitoli.
Fonte: TecnoAndroid








