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Accise sul gasolio, sconto prorogato fino al 10 settembre

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Il taglio delle accise sul gasolio resta in vita ancora per qualche settimana, con la nuova scadenza fissata al 10 settembre, cioè quando il grosso del rientro dalle ferie estive sarà ormai alle spalle. La proroga era stata anticipata da diverse agenzie e alla fine è arrivata la conferma, senza modifiche sostanziali rispetto all’impianto già visto nei mesi scorsi. Resta l’importo, restano i beneficiari, cambia semmai il modo in cui la misura viene pagata.

Il valore dello sconto è confermato a 17 centesimi al litro e continua a riguardare soltanto il gasolio. Per la benzina, invece, nessuna riduzione: chi ha un’auto alimentata a verde continuerà a pagare il pieno intero, senza alcun tipo di alleggerimento. Il conto complessivo per le casse dello Stato è stimato attorno ai 2 miliardi di euro, una cifra tutt’altro che simbolica per una misura che, sulla carta, dovrebbe essere temporanea.

Il ritorno delle accise mobili

La novità vera riguarda la copertura finanziaria. A differenza delle volte precedenti, stavolta a sostenere la misura saranno le risorse che arrivano dall’extragettito Iva, quello generato dalle maggiori entrate legate ai prezzi dei carburanti. Tornano quindi in campo le cosiddette accise mobili, un meccanismo che funziona esattamente così: quando il carburante costa di più, lo Stato incassa più Iva e quelle entrate aggiuntive vengono usate per abbassare l’accisa e calmierare il prezzo alla pompa. È uno strumento discusso da anni, tirato fuori dal cassetto ogni volta che i prezzi cominciano a diventare scomodi. Il ragionamento di fondo è semplice e in qualche modo circolare: l’erario restituisce agli automobilisti una parte di quello che ha guadagnato proprio grazie ai rincari. Sulla carta funziona, nella pratica dipende molto da quanto durano i rialzi e da quanto pesano sul bilancio le coperture necessarie.

Le critiche e i prezzi che continuano a salire

Non tutti hanno accolto bene la decisione. Il Codacons ha parlato apertamente di “elemosina che non salverà gli automobilisti dalla stangata sui rifornimenti”, sottolineando come una proroga limitata a 17 centesimi e per giunta riservata al solo gasolio lasci fuori dai giochi circa 17 milioni di automobilisti che guidano vetture a benzina. Una fetta enorme del parco circolante, insomma, che dallo sconto non vede nulla.

E i numeri, da quel lato, non aiutano. Il prezzo medio della benzina in autostrada, in modalità self service, ha raggiunto quota 2,134 euro al litro, un valore ormai vicinissimo al record toccato nel marzo 2022, quando si era arrivati a 2,184 euro al litro. Chi viaggia sulla rete autostradale, quindi, si trova davanti cifre che ricordano da vicino il periodo peggiore degli ultimi anni.

Guardando oltre la scadenza del 10 settembre, alcune ricostruzioni indicano che il Governo starebbe valutando un cambio di impostazione. L’ipotesi sul tavolo prevede di mantenere il taglio delle accise soltanto per una platea ristretta, cioè gli automobilisti con i redditi più bassi e alcune categorie di professionisti, abbandonando quindi la logica dello sconto valido per tutti indistintamente. Sarebbe un cambio di filosofia non da poco, perché sposterebbe la misura da intervento generalizzato sul prezzo a sostegno mirato per chi ha più difficoltà o per chi il carburante lo usa come strumento di lavoro.

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