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Accell Group fallisce: crolla il gigante europeo delle bici elettriche

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Il mondo delle due ruote elettriche ha vissuto giorni piuttosto turbolenti, con notizie che si sono accavallate una dopo l’altra. Il colpo più forte arriva dalla faillite di Accell Group, il colosso che tra i suoi marchi conta anche Lapierre. Parliamo di uno dei nomi più solidi nel settore delle biciclette in Europa, e vederlo finire in difficoltà economiche non è cosa da poco. Un segnale che dice molto sullo stato di salute di un mercato che negli ultimi anni sembrava correre a briglia sciolta.

La crisi di un gruppo così grande apre parecchie domande. Quando cade un marchio storico come Accell, l’onda lunga si sente su fornitori, negozianti e ovviamente su chi possiede già una bici di quei brand. E il tema dell’assistenza post vendita diventa subito centrale, perché nessuno vuole ritrovarsi con un mezzo senza pezzi di ricambio.

Accell Group: l’impianto da 29.000 metri quadrati e la carica di Rebirth

Mentre qualcuno arranca, altri spingono sull’acceleratore. È il caso di Rebirth, che ha messo in piedi uno stabilimento da ben 29.000 metri quadrati. Numeri importanti, che raccontano una scommessa concreta sulla produzione. Sotto l’ombrello di questa realtà si trovano marchi che hanno fatto la storia della mobilità francese e non solo, da Peugeot Cycles a Solex, passando per Gitane, Lejeune, Angell e Cowboy.

Mettere insieme brand tanto diversi tra loro non è banale. C’è chi rappresenta la tradizione più classica del ciclismo e chi invece guarda al futuro con soluzioni tecnologiche pensate per la città. Un mix che punta a coprire fasce di pubblico molto ampie, dai puristi del pedale a chi cerca la comodità di un modello smart per gli spostamenti quotidiani. E avere una fabbrica di quelle dimensioni significa poter gestire volumi seri, senza dipendere troppo da terzi.

Il contrasto tra queste due situazioni è quasi didattico. Da una parte un gigante che vacilla, dall’altra una struttura che investe pesantemente sul mattone e sulle linee produttive. Segno che il settore sta vivendo una fase di grande riassetto, dove le carte si rimescolano in fretta.

La Renault 5 elettrica pronta all’aggiornamento

Cambiando decisamente registro, ma restando in tema di mobilità a batteria, tocca parlare della Renault 5 elettrica. La citycar del marchio francese si prepara infatti a ricevere un aggiornamento definito profondo. Non un semplice ritocco estetico, ma un intervento che promette di andare in profondità e migliorare l’esperienza di chi la guida.

La R5 elettrica è diventata in poco tempo una delle protagoniste del panorama delle auto compatte a zero emissioni, grazie a un design che strizza l’occhio al passato e a un prezzo pensato per essere competitivo. Un aggiornamento sostanzioso può fare la differenza, soprattutto in un momento in cui la concorrenza nel segmento delle elettriche accessibili si fa sempre più agguerrita.

Tra un marchio storico delle bici che cade, una fabbrica enorme che nasce e una piccola elettrica che si rinnova, la settimana ha offerto parecchio materiale su cui ragionare. Tre storie diverse che raccontano bene quanto sia in movimento tutto il comparto della mobilità elettrica, dalle due alle quattro ruote.

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