La produzione italiana di Stellantis torna finalmente a dare segnali positivi dopo due anni davvero complicati. Nel primo trimestre del 2026, i volumi hanno toccato quota 120.366 veicoli, segnando un aumento del 9,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Se si guardano le sole automobili, il balzo è ancora più netto: un +22%, spinto soprattutto dall’arrivo di nuovi modelli negli stabilimenti del gruppo. I dati vengono dal rapporto più recente della Fim Cisl, presentato dal segretario generale Ferdinando Uliano, e dipingono un quadro in netto miglioramento dopo una fase di forte contrazione produttiva.
Però la ripresa non è omogenea su tutto il territorio nazionale. Lo stabilimento di Cassino, ad esempio, continua a soffrire parecchio: la flessione è del 37,4%, un dato pesante anche rispetto a un 2025 che era già stato debole. Tutt’altra storia per Melfi, dove i numeri sono quasi raddoppiati. Mirafiori cresce in modo consistente, Pomigliano si rafforza ulteriormente e Modena registra un balzo percentuale molto alto, anche se i volumi assoluti restano più contenuti. Lo stabilimento Sevel, che rimane il più importante del gruppo per volumi con circa 46.500 unità prodotte (il 39% del totale nazionale), mostra invece una leggera flessione del 5,8%. Secondo la Fim Cisl, questo calo è legato a interventi tecnici e all’adeguamento della capacità produttiva, in particolare per una nuova linea di verniciatura.
L’obiettivo di Stellantis: 500.000 veicoli entro fine anno
Le prospettive per i mesi a venire dipendono molto dalla tenuta commerciale dei modelli già in listino e dal lancio di nuove vetture. Il 2026 dovrebbe giovarsi della produzione a pieno regime della Fiat 500 ibrida, oltre che dell’introduzione della nuova Jeep Compass e della DS 8. Nel corso dei prossimi mesi sono poi attese ulteriori novità, tra cui DS 7 e Lancia Gamma.
La previsione del sindacato parla di una produzione complessiva intorno ai 500.000 veicoli entro la fine dell’anno, con le sole auto sopra quota 300.000. Sarebbero volumi vicini a quelli del 2023, dopo il crollo degli ultimi due anni, quando la produzione si era praticamente dimezzata rispetto alle oltre 750.000 unità di allora.
Occupazione: meno ammortizzatori sociali e nuove assunzioni
Sul fronte occupazionale, con l’eccezione di Cassino, la Fim Cisl prevede una riduzione significativa del ricorso agli ammortizzatori sociali. In alcuni stabilimenti è atteso anche un aumento degli organici. Le nuove assunzioni dovrebbero partire inizialmente con contratti temporanei, ma con l’obiettivo di una successiva stabilizzazione dei lavoratori coinvolti. Un segnale importante per la produzione italiana di Stellantis, che prova a lasciarsi alle spalle la fase più difficile degli ultimi anni.
