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Recensioni

Huawei MatePad 11.5 S: il tablet che punta tutto sullo schermo (e fa bene) Recensione

In molti hanno paura di utilizzare i prodotti Huawei per la mancanza dei servizi Google ma vi devo dire che installarli è davvero semplice e grazie al Huawei MatePad 11.5 S è possibile lavorare in tutta tranquillità anche grazie al suo nuovo display.

scritto da D'Orazi Dario 31/03/2026 0 commenti 15 Minuti lettura
Huawei Matepad 11.5 S
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C’è una cosa che ho capito dopo anni di tablet provati, restituiti, comprati e dimenticati in qualche cassetto: il display è tutto. Puoi avere il processore più veloce del mondo, una batteria che dura tre giorni, un ecosistema software perfetto ma se lo schermo non ti convince, quel tablet finisce a prendere polvere sul comodino. E allora eccoci qui, con l’Huawei MatePad 11.5”S, un dispositivo che ha deciso di giocarsi la partita proprio su quel terreno.

L’idea di fondo è semplice, quasi provocatoria: prendere un pannello da 11,5 pollici, applicarci la tecnologia PaperMatte che riduce i riflessi in modo radicale, e costruirci attorno un tablet da fascia media con ambizioni da produttività. La fascia di prezzo? Quella dei 399 euro nella versione base, 499 con tastiera. Territorio minato, dove si scontrano proposte cinesi aggressive e il solito iPad che resta lì, immobile, come un faro per chi non vuole pensarci troppo.

Ammetto che all’inizio ero scettico. Un tablet Huawei nel 2024, senza servizi Google nativi, con HarmonyOS suona un po’ come una scommessa. E invece, dopo due settimane di utilizzo quotidiano, la mia opinione si è spostata parecchio. Non completamente, attenzione. Ma parecchio. Il punto è che questo tablet ha un’identità precisa, e nel mare magnum dei dispositivi tutti uguali, avere un’identità conta. Conta molto.

HUAWEI MatePad 11.5 S 2026 Tablet con Display PaperMatte ultra-luminoso 2.8K 144Hz, 12+256GB, Batteria da 8800 mAh, SuperCharge 40W, WiFi 6+, Bluetooth 5.2, M-Pencil Pro, Garanzia di 30 mesi
HUAWEI MatePad 11.5 S 2026 Tablet con Display PaperMatte ultra-luminoso 2.8K 144Hz, 12+256GB, Batteria da 8800 mAh, SuperCharge 40W, WiFi 6+, Bluetooth 5.2, M-Pencil Pro, Garanzia di 30 mesi
    399,00 EUR
    Acquista su Amazon

    Sommario

    Toggle
      • Seguici su Google e non perdere nulla
    • Cosa c’è nella scatola (e cosa manca)
    • Design e costruzione
    • Specifiche tecniche
    • L’hardware sotto il cofano
    • HarmonyOS e la questione Google
    • Batteria e autonomia
    • Due settimane di convivenza
    • Approfondimenti
      • Il display PaperMatte: la vera carta vincente
      • M-Pencil e scrittura a mano: esperienza d’uso
      • La tastiera magnetica: produttività portatile
      • Esperienza audio e multimediale
      • HUAWEI Notes e GoPaint: il software che fa la differenza
      • Fotocamere: il minimo sindacale, fatto decentemente
      • Wi-Fi, Bluetooth e NearLink
      • Vivere nell’ecosistema Huawei
    • Pregi e difetti
    • Prezzo e posizionamento
    • Il verdetto, senza giri di parole
      • La Nostra Valutazione

    Cosa c’è nella scatola (e cosa manca)

    La confezione è quella classica di Huawei: scatola bianca, compatta, con il tablet avvolto nella solita plastica protettiva. Dentro ci trovi il cavo USB-C, la guida rapida che nessuno legge e il caricatore da 22,5W. Punto. Niente pellicola preapplicata, niente cover, niente pennino a meno che tu non abbia preso la versione Professional Edition o approfittato di qualche promozione lancio. Io ho avuto la fortuna di ricevere anche la HUAWEI Smart Magnetic Keyboard e la M-Pencil di terza generazione, e devo dire che cambiano radicalmente l’esperienza. Ma ne parlo più avanti.

    La dotazione base è spartana? Sì, non giramoci intorno. Per un prodotto che vuole posizionarsi come strumento di produttività, l’assenza di una cover protettiva nella confezione base fa storcere il naso. Certo, il prezzo è contenuto, e Huawei probabilmente ha ragionato così per mantenere la soglia sotto i 400 euro. Ci sta. Però ecco, un pensierino in più non avrebbe fatto male. Ho notato anche che il caricatore è discretamente compatto, bianco, senza fronzoli funziona e basta. Niente caricatore rapido da 40W o superiore, e questo già anticipa una piccola nota dolente di cui parlerò.

    Design e costruzione

    La prima cosa che noti prendendo in mano il tablet è quanto sia sottile. 6,2 millimetri. Lo ripeto perché fa effetto: sei virgola due. Sembra quasi un foglio di alluminio spesso, eppure la sensazione di solidità c’è tutta. Il corpo metallico unibody ha una finitura opaca nella colorazione Space Gray che è piacevolissima al tatto non scivola, non trattiene le impronte in modo ossessivo, ha quel feeling quasi “setoso” che ti fa venire voglia di tenerlo in mano senza cover.

    Il peso? 510 grammi. Per un 11,5 pollici è un risultato notevole. L’ho usato a letto per leggere, in mano, senza supporto, e dopo mezz’ora non avevo quella sensazione di affaticamento che mi capitava con tablet più pesanti. Certo, non è un e-reader da 200 grammi, ma per le dimensioni del pannello il compromesso è eccellente.

    I bordi sono leggermente arrotondati, simmetrici, con cornici abbastanza contenute che garantiscono un rapporto schermo-corpo dell’87%. La fotocamera frontale è posizionata al centro del lato lungo scelta intelligente per le videochiamate in landscape mentre sul retro c’è un singolo sensore con un bump discreto. Niente isola enorme, niente design aggressivo. Sobrio, pulito, professionale. Mi piace. Anzi, mi piace molto.

    Una cosa che ho apprezzato: la disposizione dei pulsanti. Volume e accensione sul lato destro in portrait, raggiungibili senza contorsioni. Il tasto di accensione ha un click deciso, quasi meccanico, che dà soddisfazione. I tasti volume sono più morbidi, leggermente incassati per non premerli accidentalmente. Sono dettagli minimi, lo so, ma sono quei dettagli che separano un prodotto curato da uno tirato via.

    Specifiche tecniche

    SpecificaDettaglio
    Display11,5” IPS LCD PaperMatte, 2800 x 1840 pixel (2.8K)
    Refresh rateFino a 144 Hz (adattivo 30–144 Hz)
    Luminosità500 nit (picco HDR 1000 nit)
    Gamma cromaticaP3, 16,7 milioni di colori
    Rapporto di contrasto1500:1
    ProcessoreKirin 9000WL, Octa-core
    RAM8 GB
    Storage256 GB (non espandibile)
    Fotocamera posteriore13 MP, f/1.8, autofocus
    Fotocamera anteriore8 MP, f/2.0, fuoco fisso
    Batteria8.800 mAh (tipica)
    Ricarica22,5W (caricatore incluso)
    Sistema operativoHarmonyOS 4.2
    ConnettivitàWi-Fi 6 (802.11ax) 2×2 MIMO, Bluetooth 5.2, NearLink
    Altoparlanti4 speaker, HUAWEI Histen 9.0
    Dimensioni261 x 177,3 x 6,2 mm
    Peso510 g
    PortaUSB Type-C, OTG
    SensoriGravità, giroscopio, luminosità ambientale, Hall
    ColoreSpace Gray

     

    L’hardware sotto il cofano

    E qui dobbiamo affrontare l’elefante nella stanza. Il Kirin 9000WL è il processore scelto da Huawei, e l’azienda è piuttosto reticente nel fornire dettagli approfonditi sulla sua architettura. Quello che sappiamo: è un octa-core, gestisce 8 GB di RAM e 256 GB di storage interno non espandibile. Mancano i dettagli sulla GPU, mancano benchmark ufficiali comparabili, manca quella trasparenza che altri produttori offrono senza problemi.

    Devo essere onesto: la cosa mi ha dato un po’ fastidio, almeno all’inizio. Poi ho iniziato a usare il tablet e, a conti fatti, i numeri contano fino a un certo punto. Il sistema è fluido, le app si aprono senza esitazioni percepibili, il multitasking con due app affiancate non fa una piega. Stavo per scrivere che le prestazioni sono “adeguate”, ma ripensandoci il termine è riduttivo: sono buone. Solidamente buone. Non da flagship, certo, ma per il target di prezzo ci siamo.

    Quello che mi ha colpito negativamente è l’assenza di espansione della memoria. 256 GB sembrano tanti sulla carta, ma se inizi a scaricare film offline, a salvare appunti con allegati pesanti, a usare GoPaint con progetti articolati beh, lo spazio finisce. E non c’è slot microSD. È una scelta discutibile per un dispositivo che si propone come strumento di lavoro e studio. Magari tra qualche mese esce una variante da 512 GB e il problema si risolve, ma oggi è così.

    Sulla gestione termica, invece, nulla da segnalare. Due settimane di utilizzo, anche con sessioni di disegno prolungate su GoPaint e streaming video continuativo, e il tablet non si è mai scaldato in modo preoccupante. Tiepido, al massimo, nella zona centrale del retro. Ma niente che faccia pensare a un throttling o a problemi di dissipazione. Su questo fronte, promosso.

    HarmonyOS e la questione Google

    Ok, parliamo della cosa che tutti vogliono sapere: si può vivere senza Google? La risposta breve è sì, con qualche compromesso. La risposta lunga è più sfumata.

    HarmonyOS 4.2 è un sistema operativo maturo, veloce, esteticamente gradevole. L’interfaccia ricorda vagamente iOS per la pulizia delle animazioni e la coerenza visiva, ma ha una sua personalità. Le impostazioni sono ben organizzate, la gestione del multitasking con finestre flottanti funziona bene, e ci sono tocchi intelligenti come la barra dock in basso che si adatta al contesto. Il sistema di notifiche è chiaro, il centro di controllo accessibile con uno swipe dall’angolo, le gesture di navigazione fluide. Insomma, non hai la sensazione di usare un OS “di serie B”, e questa è una cosa importante dal punto di vista percettivo.

    L’AppGallery di Huawei ha fatto passi avanti enormi rispetto a qualche anno fa, ma non prendiamoci in giro: non è il Play Store. Mancano app, mancano aggiornamenti tempestivi, mancano quelle piccole utility che dai per scontate. La soluzione? Aurora Store, uno store alternativo che permette di installare la maggior parte delle app Android, comprese quelle di Google. Funziona? Sì, quasi sempre. Gmail, YouTube, Maps tutto installabile e funzionante. Ma “quasi” è la parola chiave. Ogni tanto qualcosa si inceppa, un’app non si aggiorna, una notifica push arriva in ritardo. Non è drammatico, però è un attrito che c’è e va messo in conto.

    Dove il software brilla davvero sono le app proprietarie. HUAWEI Notes è eccellente ne parlo nella sezione dedicata e GoPaint è un’app di disegno che farebbe invidia a molte soluzioni a pagamento. La funzione Note Replay, che registra l’audio mentre prendi appunti e poi li sincronizza, è geniale per studenti e professionisti. Roba che su altri tablet devi cercare in app di terze parti, e spesso pagare.

    C’è poi la suite WPS Office preinstallata, che copre le necessità base di produttività documentale. Apre e modifica file Word, Excel, PowerPoint senza troppi problemi di compatibilità. Non è Microsoft 365, questo è chiaro, ma per modifiche al volo su un documento condiviso o per preparare una presentazione in treno funziona più che bene. Una nota sul bloatware: qualche app preinstallata di troppo c’è, ma niente di invasivo. Si possono disinstallare quelle che non servono e fine della storia.

    Batteria e autonomia

    Ecco, la batteria. 8.800 mAh in un corpo da 6,2 mm di spessore e si sentono. Nel senso buono. Il secondo giorno di test ho staccato il tablet dal caricatore alle 7 di mattina. Navigazione web, lettura di articoli, un’ora di appunti con la M-Pencil, qualche video su YouTube e una sessione di scrittura lunga nel pomeriggio. Alle 22 ero ancora al 35%. Ho chiuso la giornata tranquillo, senza ansia da ricarica.

    In un utilizzo più moderato due o tre ore al giorno di uso attivo, il resto in standby si arriva comodamente a tre giorni. Qualcuno più parsimonioso di me potrebbe tirare anche quattro giorni. La gestione energetica di HarmonyOS fa il suo lavoro silenziosamente, senza che tu debba intervenire. Il refresh rate adattivo aiuta: il sistema abbassa automaticamente da 144 Hz a 30 Hz quando non serve fluidità, e la differenza in termini di consumo è tangibile.

    La nota dolente? La ricarica. 22,5W nel 2024 non sono tanti, e con 8.800 mAh da riempire ci vuole pazienza. Parliamo di circa due ore e mezza per una carica completa. Non è un dramma perché la batteria dura tanto e puoi ricaricare durante la notte, ma se sei abituato a ricariche rapide da 60-80W sui telefoni, qui il ritmo è decisamente più lento. Un compromesso accettabile? Dipende dalle abitudini. Per me sì, ma capisco chi potrebbe storcere il naso. Tra l’altro, la versione 2026 del tablet porterà la ricarica a 40W, il che suggerisce che anche Huawei abbia recepito il feedback su questo punto.

    Due settimane di convivenza

    Il bello dei test prolungati è che il prodotto esce dalla fase “luna di miele” e cominci a vedere le cose per quello che sono. La prima settimana tutto sembra fantastico, la seconda emergono le abitudini reali.

    La mia giornata tipo con il tablet si è strutturata così: mattina, colazione con lettura di news e RSS (qui il display PaperMatte dà il meglio, nessun riflesso dalla finestra della cucina). Poi lavoro: scrittura di articoli con la tastiera magnetica agganciata, presa di appunti con la M-Pencil durante call su Zoom, consultazione di PDF tecnici. Il pomeriggio spesso diventava il momento “relax”: streaming video, un po’ di navigazione social, qualche partita a giochi casual. Una routine che ho mantenuto più o meno costante per quattordici giorni, proprio per capire se il dispositivo reggesse la ripetitività dell’uso quotidiano.

    E qui le cose si fanno interessanti. Per la produttività pura, il sistema funziona. La tastiera magnetica ha una corsa dei tasti sorprendentemente buona per il suo spessore, il trackpad integrato è piccolo ma reattivo, e la cover posteriore protegge bene il dispositivo. La M-Pencil si aggancia magneticamente al bordo superiore per la ricarica e il pairing è istantaneo grazie al NearLink. La latenza in scrittura è bassissima non sto parlando di numeri dal laboratorio, sto parlando di sensazione. Scrivi e vedi il tratto apparire senza quel fastidioso ritardo che rende inutilizzabili alcune penne su altri tablet.

    Una sera, per curiosità, ho provato GoPaint con la M-Pencil. Non sono un artista il mio livello di disegno è fermo ai pupazzetti sugli appunti del liceo ma l’esperienza mi ha impressionato. La sensibilità alla pressione è convincente, i pennelli simulano materiali diversi (acquarello, pastello, olio) con una naturalezza che non mi aspettavo. Ho passato un’ora a scarabocchiare senza accorgermene. E per me, che con il disegno digitale ho sempre avuto un rapporto complicato, è un segnale forte.

    Il quinto giorno ho portato il tablet a un bar vicino casa per lavorare fuori. Tastiera agganciata, connessione al Wi-Fi del locale, e via di scrittura. L’esperienza è stata buona, anche se ho dovuto alzare un po’ la luminosità per compensare la luce forte che entrava dalla vetrata. Il display PaperMatte ha retto bene, ma in condizioni di illuminazione molto intensa qualcosa si perde in termini di leggibilità non tanto quanto un pannello lucido, però non è completamente immune. Una precisazione onesta che va fatta.

    Il gaming è il punto dove le aspettative vanno calibrate. Giochi casual? Perfetti. Titoli come Call of Duty Mobile girano, ma non ai dettagli massimi e con qualche frame drop nelle situazioni più concitate. Non è un tablet da gaming, e non pretende di esserlo. Basta saperlo. Per i puzzle game, i tower defense, i giochi di carte tutto liscio. Ma se cerchi un’esperienza di gioco immersiva con titoli pesanti, questo non è il dispositivo.

    La parte video è stata una sorpresa piacevole. I quattro altoparlanti con Histen 9.0 offrono un suono che, per un tablet, è più che dignitoso. Stereo ben separato, buona presenza nelle medie, bassi ovviamente limitati dalla fisica. Ho guardato un paio di film in streaming senza sentire il bisogno di collegare cuffie, e per me questo è già un risultato. Un dettaglio che mi ha fatto piacere: il doppio microfono cattura la voce in modo chiaro durante le videochiamate, anche se c’è un po’ di rumore ambientale. Non miracoloso, ma più che sufficiente.

    Approfondimenti

    Il display PaperMatte: la vera carta vincente

    Devo dedicare spazio a questo schermo perché è davvero l’elemento che differenzia il prodotto da tutto il resto del mercato. La tecnologia PaperMatte utilizza un trattamento antiriflesso a livello nanometrico che, secondo i dati del produttore, elimina il 99% delle interferenze luminose. I numeri del laboratorio li lascio a Huawei quello che posso dire è cosa ho visto con i miei occhi.

    Ho usato il tablet in terrazza, con il sole di Roma che a giugno non scherza. Dove normalmente un pannello lucido diventa uno specchio inutilizzabile, qui riuscivo a leggere senza problemi. Non perfettamente come su carta, sia chiaro sarebbe disonesto dirlo ma con una leggibilità enormemente superiore rispetto a qualsiasi tablet con vetro tradizionale che abbia provato. Le certificazioni ci sono: SGS per la riduzione dell’affaticamento visivo, TÜV Rheinland per bassa emissione di luce blu. Non sono garanzie assolute, ma indicano un’attenzione reale al comfort degli occhi.

    C’è un rovescio della medaglia: la finitura opaca rende i colori leggermente meno vibranti rispetto a un pannello lucido. I neri non sono profondi come su un OLED, ovviamente, ma nemmeno come su un buon IPS lucido. E qui la cosa interessante: i 144 Hz di refresh rate danno una fluidità che non ti aspetti su un display così “di carta”. Lo scrolling è burro, le animazioni fluide, la navigazione web un piacere. È un compromesso consapevole, e per chi usa il tablet prevalentemente per leggere, scrivere e prendere appunti, è un compromesso che vale la pena fare. Per chi vuole il massimo della resa cromatica per l’editing fotografico, forse meno.

    M-Pencil e scrittura a mano: esperienza d’uso

    La M-Pencil di terza generazione merita un discorso a parte. Si aggancia magneticamente al bordo del tablet per la ricarica (pochi minuti bastano per ore di utilizzo), e il pairing avviene tramite NearLink, la tecnologia wireless proprietaria di Huawei. La prima volta che l’ho avvicinata al tablet, collegata in un secondo. Senza menu, senza Bluetooth da accoppiare, senza niente. Ecco, questo.

    La punta ha una texture leggermente ruvida che, sulla superficie PaperMatte, restituisce una sensazione straordinariamente simile a una penna su carta. Non identica, ma vicina. Molto vicina. La sensibilità alla pressione funziona bene in HUAWEI Notes e in GoPaint, il doppio tap per cambiare strumento è comodo, e la latenza l’ho già detto ma lo ripeto è eccellente. Ho preso appunti durante riunioni, schematizzato idee, annotato PDF. Ogni volta con la stessa fluidità.

    Un’unica nota: se hai la mano pesante, dopo sessioni molto lunghe (parlo di due ore di scrittura continua) potresti avvertire un leggero affaticamento. La penna è leggera, forse troppo per chi è abituato a strumenti con più corpo. Questione di preferenze personali, nulla di oggettivamente negativo. E il feedback sonoro della punta sul display? Discreto, quasi impercettibile. Non dà fastidio neanche in ambienti silenziosi come una biblioteca.

    La tastiera magnetica: produttività portatile

    La HUAWEI Detachable Keyboard è composta da due pezzi: la cover posteriore e la tastiera vera e propria, che si collegano magneticamente tra loro e al tablet. Il layout italiano c’è, e questo già è un punto a favore non scontato per accessori di questo tipo.

    La corsa dei tasti è breve ma definita, con un feedback tattile che ho trovato piacevole. Non siamo ai livelli di una tastiera da portatile premium, chiaramente, ma per scrivere email, prendere appunti strutturati, anche redigere articoli più lunghi, funziona egregiamente. Ho scritto buona parte di questo stesso testo con quella tastiera, per capirci. Il trackpad è il punto debole: piccolo, con gesture limitate, a volte poco preciso nel posizionamento del cursore. Non un dramma, però nel lavoro quotidiano si nota.

    Quando chiudi il tablet con la tastiera agganciata, il tutto resta compatto e protetto. Il meccanismo magnetico tiene bene, non si sgancia accidentalmente. L’angolo di inclinazione è unico non regolabile e nella mia esperienza è giusto per lavorare alla scrivania. Se sei sul divano o in posizioni meno convenzionali, potresti trovarlo scomodo. Mah, è un compromesso che accetti sapendo cosa stai comprando. Mi ha dato più fastidio l’assenza di retroilluminazione: di sera, o in ambienti poco illuminati, devi affidarti alla memoria muscolare. Per un accessorio da 149 euro a listino, non è un dettaglio trascurabile.

    Esperienza audio e multimediale

    Quattro altoparlanti. Per un tablet in questa fascia di prezzo, non è banale. Il sistema Histen 9.0 gestisce la spazializzazione del suono in modo convincente, e la cosa bella è che gli speaker si adattano automaticamente all’orientamento del dispositivo. Ruoti il tablet? Il suono si ribilancia. Sembra una cosa da poco, ma una volta che ce l’hai la dai per scontata e ti infastidisce quando manca.

    La qualità sonora è buona anzi, più che buona per un tablet. Le voci sono chiare e presenti, la musica ha una resa discreta nelle medie e negli alti. I bassi, ovviamente, non ci sono. O meglio: c’è un accenno, una suggestione, ma la fisica di un tablet da 6,2 mm non perdona. Per film e serie in streaming il risultato è ampiamente sufficiente; per musica di qualità, servono cuffie. Che dire, è così per praticamente tutti i tablet del pianeta, e non ha senso farne una colpa a questo specifico modello. Il supporto al codec LDAC via Bluetooth almeno garantisce una buona resa con cuffie wireless compatibili.

    HUAWEI Notes e GoPaint: il software che fa la differenza

    Se dovessi scegliere un motivo per comprare questo tablet, non sarebbe l’hardware. Sarebbe il software proprietario, in particolare queste due app.

    HUAWEI Notes è un’applicazione per appunti che fa molte cose bene. Scrittura a mano con riconoscimento, testo digitato, inserimento di immagini, registrazione audio sincronizzata con le note (la famosa Note Replay). Quest’ultima funzione l’ho testata durante una call di lavoro di un’ora: prendevo appunti a mano, l’app registrava l’audio. Dopo, toccando un punto qualsiasi degli appunti, la registrazione partiva esattamente da quel momento. Per chi fa riunioni, lezioni, interviste, è uno strumento potentissimo. Ho rivissuto un pezzo di quella call toccando uno scarabocchio fatto distrattamente, e mi sono ritrovato esattamente nel punto che mi serviva. Roba da pelle d’oca, per un maniaco degli appunti come me.

    GoPaint, invece, è l’app di disegno che ho menzionato prima. Pennelli che simulano ogni tipo di tecnica, layer multipli, strumenti professionali ma con un’interfaccia accessibile. È ancora in open beta al momento del mio test, e qualche piccolo bug l’ho incontrato (un paio di crash in due settimane, niente di grave), ma il potenziale è enorme. I pennelli acquarello, in particolare, hanno un comportamento quasi spooky per quanto sono naturali: la vernice si mischia, l’acqua si espande, i pigmenti si sovrappongono. Un artista professionista potrebbe trovare limitazioni, ma per studenti, appassionati e professionisti che cercano uno strumento versatile, ci siamo. E gratis, ricordiamolo.

    Fotocamere: il minimo sindacale, fatto decentemente

    Sarò onesto: le fotocamere di un tablet mi interessano relativamente. E credo che valga per la maggior parte delle persone. Detto questo, la cam da 13 MP posteriore scatta foto accettabili in buona luce, utili per digitalizzare documenti o immortalare una lavagna durante una riunione. Niente di più. In condizioni di scarsa illuminazione il risultato è mediocre, con rumore visibile e perdita di dettaglio, ma sarebbe strano il contrario su un sensore di questo tipo.

    La frontale da 8 MP è posizionata bene per le videochiamate in landscape e fa il suo lavoro: immagine chiara, colori naturali, buona gestione dell’esposizione. Lo userei per una call su Zoom senza imbarazzo. Video in 1080p su entrambe le cam, niente 4K. Sufficiente per l’uso previsto. Non scatterai foto ricordo con questo tablet, ma non è quello che fa il 99% delle persone con una cam su un dispositivo da 11 pollici.

    Wi-Fi, Bluetooth e NearLink

    Wi-Fi 6 con antenna MIMO 2×2. In parole povere: connessione stabile e veloce. Ho fatto test in tutta casa, compreso il bagno al piano di sotto dove il segnale di solito fa i capricci, e il tablet ha mantenuto una connessione solida. Lo streaming in 4K non ha mai balbettato, i download sono stati rapidi. Nessuna lamentela su questo fronte.

    Il Bluetooth 5.2 supporta codec LDAC e AAC, il che significa che con cuffie compatibili l’audio wireless è di buona qualità. NearLink è la tecnologia che gestisce la comunicazione con gli accessori proprietari (M-Pencil e tastiera), ed è effettivamente più veloce e stabile del Bluetooth tradizionale per questo scopo. La mancanza totale di GPS e di connettività cellulare (niente SIM, niente eSIM) è una limitazione nota: è un tablet Wi-Fi puro. Per chi ha bisogno di navigazione o connessione dati in mobilità, serve l’hotspot del telefono. Personalmente non è un problema il mio smartphone è sempre in tasca ma per chi viaggia spesso senza telefono potrebbe essere un limite reale.

    Vivere nell’ecosistema Huawei

    Se possiedi altri dispositivi Huawei un telefono, un laptop, cuffie FreeBuds il tablet si integra in modo fluido. La funzione di condivisione schermo con PC Huawei funziona bene, il trasferimento file tramite NearLink è rapido, e le notifiche possono essere specchiate tra dispositivi. È un ecosistema chiuso, sì, ma funzionante. La sincronizzazione degli appunti tramite Huawei Cloud, ad esempio, fa sì che le note prese sul tablet siano disponibili anche sullo smartphone in tempo reale. Comodo, se sei dentro quel mondo.

    E se non hai altri prodotti Huawei? Il tablet funziona comunque, ovviamente, ma perdi quei plus di integrazione. Non è un motivo per non comprarlo, però è un fattore da considerare. Se sei dentro l’ecosistema Apple o Samsung, questo tablet sarà sempre un po’ un corpo estraneo nel tuo setup. Funzionale, sì, ma estraneo. La domanda vera è: quanto valore dai all’integrazione? Se la risposta è “tanto”, valuta bene. Se è “poco”, il tablet ha abbastanza qualità autonome per giustificare l’acquisto a prescindere.

    Pregi e difetti

    Pregi:

    • Display PaperMatte eccellente per lettura e scrittura, leggibile anche sotto il sole diretto con affaticamento visivo ridotto
    • M-Pencil con latenza bassissima e sensazione su schermo simile alla carta, pairing istantaneo via NearLink
    • Costruzione premium con spessore di soli 6,2 mm e peso di 510 grammi, qualità percepita alta
    • Autonomia solida, facilmente 2–3 giorni con uso moderato grazie alla batteria da 8.800 mAh
    • HUAWEI Notes (con Note Replay) e GoPaint sono software di alto livello inclusi gratuitamente

    Difetti:

    • Assenza di servizi Google nativi: Aurora Store funziona, ma con attriti occasionali su notifiche e aggiornamenti
    • Storage da 256 GB non espandibile, niente slot microSD per ampliare lo spazio
    • Ricarica a 22,5W lenta per una batteria da 8.800 mAh servono circa due ore e mezza per la carica completa
    • Trackpad della tastiera troppo piccolo e privo di retroilluminazione
    • Nessuna versione con connettività cellulare (no SIM, no eSIM) e assenza di GPS

    Prezzo e posizionamento

    Il tablet è disponibile sullo store ufficiale Huawei e su Amazon nella versione 8 GB + 256 GB in colorazione Space Gray. Il prezzo di listino parte da 399 euro per la versione Standard (solo tablet) e sale a 499 euro per la Professional Edition che include la tastiera magnetica con layout italiano. La M-Pencil di terza generazione ha un prezzo a listino di circa 100 euro, ma in fase di lancio viene spesso offerta in omaggio.

    A conti fatti, la Professional Edition a 499 euro con tastiera inclusa è la versione da comprare. La tastiera separata costa 149 euro, quindi il bundle fa risparmiare quasi cento euro. Se poi riesci a beccare una promozione con il pennino in regalo, il pacchetto completo diventa davvero interessante per la fascia di prezzo. Con tutto l’ecosistema accessori incluso, si sta sotto i 500 euro per un tablet produttivo completo di tutto e non è poco.

    Lo street price oscilla: su Amazon si trovano offerte intorno ai 320–350 euro per la versione base, il che rende il rapporto qualità-prezzo ancora più competitivo. In questa fascia, le alternative non mancano, ma nessuna offre un display con le stesse caratteristiche anti-riflesso. È il fattore differenziante, e Huawei ha fatto bene a puntarci. Chi cerca prestazioni pure spenderà quei soldi altrove, ma chi mette lo schermo e la penna al primo posto troverà difficile fare meglio a questo prezzo.

    HUAWEI MatePad 11.5 S 2026 Tablet con Display PaperMatte ultra-luminoso 2.8K 144Hz, 12+256GB, Batteria da 8800 mAh, SuperCharge 40W, WiFi 6+, Bluetooth 5.2, M-Pencil Pro, Garanzia di 30 mesi
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      Il verdetto, senza giri di parole

      Dopo due settimane con il MatePad 11.5”S ho le idee abbastanza chiare. È un tablet che sa esattamente cosa vuole essere: uno strumento per leggere, scrivere, prendere appunti e consumare contenuti in modo confortevole. E in questo, riesce molto bene. Non è perfetto, e non prova a esserlo. Ma ha un’identità forte, e nel mercato dei tablet Android di fascia media dove troppi prodotti si assomigliano senza distinguersi questo conta.

      Lo consiglio a studenti che cercano un compagno per le lezioni (Note Replay da sola vale il prezzo del pennino), a professionisti che lavorano molto con documenti e appunti, e a chi semplicemente vuole un tablet per leggere senza affaticamento visivo. La combo display PaperMatte + M-Pencil è qualcosa che, una volta provata, rende difficile tornare a schermi lucidi per la scrittura.

      Lo sconsiglio a chi cerca un tablet da gaming, a chi non può fare a meno dell’ecosistema Google in modo nativo e senza workaround, e a chi ha bisogno di connettività cellulare integrata. Per tutti loro, la strada è un’altra.

      Il compromesso su Google Services rimane il nodo centrale. Se riesci a conviverci e nel 2024, con Aurora Store e un po’ di pazienza, è fattibile il resto del pacchetto è solido. Se non riesci, nessun display al mondo ti farà cambiare idea. Ed è giusto così. Alla fine della fiera, il miglior tablet è quello che usi davvero. E questo, nei suoi ambiti, ti viene voglia di usarlo.

      La Nostra Valutazione

      Punteggio: 7/10
      huaweiRecensionereviewtablet
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      D'Orazi Dario
      D'Orazi Dario

      CEO di TecnoAndroid.it sono stato sempre appassionato di tecnologia. Appassionato di smartphone, tablet, PC e Droni sono sempre alla ricerca del device perfetto... Chissà se lo troverò mai... :)

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