C’è un’intera generazione che ha Instagram installato sul telefono ma che ha smesso di pubblicare foto da un pezzo. Non hanno cancellato l’account, continuano a scrollare, a mettere like, ma i loro profili sono sostanzialmente vuoti. Pubblicano solo nelle Stories e basta. La Gen Z è cresciuta guardando Instagram trasformarsi in una vetrina di vite perfette, e a un certo punto ha deciso che a quel gioco non voleva più giocare. Per Meta, questo rappresenta un problema enorme. Gli utenti più giovani sono dentro la piattaforma, sì, ma senza lasciare traccia, senza creare contenuti, senza quel tipo di coinvolgimento che tiene in piedi tutto il meccanismo. Ed è qui che entra in scena Instants, la nuova app pensata per condividere foto senza filtri, senza editing, senza la pressione di dover sembrare perfetti. Le immagini scompaiono dopo essere state visualizzate, non si possono fare screenshot e non è nemmeno possibile caricare foto dalla galleria del telefono.
Instagram Instants: la generazione che ha smesso di postare
Per anni Instagram è stato il posto dove si condividevano le foto delle vacanze, la cena con gli amici, il concerto del sabato sera. Solo che la piattaforma si è trasformata piano piano in qualcosa che somiglia più a una rivista patinata, dove ogni post deve competere in qualità, in estetica, in numero di like. I millennials hanno retto la cosa e si sono adattati, ma la Gen Z, che è arrivata quando tutto questo era già consolidato, ha preso un’altra strada. Usare Instagram in modalità consumo passivo e tenere i propri momenti per le Stories, che spariscono da sole e non restano inchiodate per sempre su nessun profilo.
Il risultato? Meta si ritrova con centinaia di milioni di account giovani attivi ma praticamente muti. Adam Mosseri, il responsabile di Instagram, ha ammesso che durante i test di Instants le persone condividono “momenti molto più casuali, molto più autentici della vita quotidiana”, e che quel tipo di condivisione personale tra amici fa parte del DNA di Instagram, anche se sempre meno gente la pratica nel feed tradizionale. In pratica, la piattaforma sa benissimo di avere un problema di espressione tra i suoi utenti più giovani, e Instants è il tentativo di risolverlo.
Come funziona Instants e cosa la rende diversa
Questa funzione esisteva già integrata dentro Instagram da un po’, ma adesso diventa un’app indipendente. Si può già scaricare e si accede con lo stesso profilo Instagram. Più che una nuova rete sociale, è un’estensione autonoma di Instagram.
Il funzionamento è volutamente essenziale. Appena si apre l’app compare la fotocamera, si può scegliere tra quella anteriore e quella posteriore. Quando si scatta, la foto viene caricata direttamente: non è possibile controllare come è venuta prima dell’invio. Ed è proprio questo il punto centrale dell’esperienza. Si può decidere se condividerla con gli amici o solo con gli amici più stretti. Nella sezione in alto a destra si trovano le istantanee caricate dagli altri. Non esiste un feed né contenuti suggeriti: solo foto dei propri contatti. È la cosa più vicina allo spirito originale di Instagram che si sia vista negli ultimi anni.
Quando qualcuno apre un Instant ricevuto, può reagire con un emoji o rispondere con un messaggio diretto, ma nel momento in cui chiude la visualizzazione, quella foto sparisce. Non c’è una seconda possibilità di rivederla. E se qualcuno prova a fare uno screenshot, la funzione lo blocca attivamente.
Le foto si autodistruggono anche dopo 24 ore, pure se nessuno le ha aperte. Esiste un tasto per annullare l’invio subito dopo aver scattato, nel caso di ripensamenti immediati, e si può cancellare la foto dall’archivio finché il destinatario non l’ha ancora visualizzata. Perché sì, un archivio c’è: tutto quello che viene inviato resta salvato in privato fino a un anno. Nessun altro può vederlo, ma chi ha scattato può consultarlo e, volendo, creare un riepilogo con i propri Instants preferiti e pubblicarlo come storia sul proprio profilo Instagram. È l’unica via d’uscita che questo contenuto effimero ha verso la parte più pubblica della piattaforma.
Riuscirà Instagram a ripetere il colpo?
Instagram ha uno storico piuttosto eloquente in fatto di “ispirazioni”: le Stories copiate da Snapchat, il formato di Threads che richiama Twitter, i video verticali presi da TikTok. Ora arriva Instants, che pesca a piene mani da quello che promettevano BeReal e la stessa Snapchat. E ogni volta che Instagram ha replicato un’idea altrui, ha finito per farla diventare più grande dell’originale.
Il riferimento più immediato quando si parla di foto effimere è Snapchat, anche se in Italia e in buona parte d’Europa l’app non ha mai avuto il peso che ha nel Regno Unito o negli Stati Uniti. Culturalmente più vicina è BeReal, che un paio d’anni fa ha fatto parecchio rumore con esattamente la stessa promessa: autenticità, niente filtri, niente editing. Il problema è che BeReal ha dimostrato che la novità del formato si esaurisce in fretta se non c’è una community abbastanza grande a tenerlo vivo, e oggi sopravvive ma lontana dal suo momento migliore.
Meta arriva con un vantaggio non da poco: una base utenti già esistente da miliardi di persone. Instants non richiede che nessuno cambi piattaforma né che convinca i propri amici a registrarsi su qualcosa di nuovo. È già dove si trovano tutti. Adam Mosseri si dice fiducioso, e i primi dati di utilizzo interno sembrerebbero confermarlo. Però va anche detto che Instagram ha accumulato negli ultimi anni diversi esperimenti che promettevano molto e sono finiti dimenticati in qualche sottomenù delle impostazioni. Instants sembra avere una marcia in più rispetto alla maggior parte di quei tentativi, anche se questo, da solo, non garantisce nulla.
