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L’obiettivo è mostrare come la guida sotto supervisione affronti rotatorie, incroci, traffico urbano e autostrade senza interventi manuali, pur richiedendo la presenza di un conducente pronto a intervenire se necessario.
La prenotazione della sessione avviene tramite un form online messo a disposizione da Tesla.
L’azienda di Elon Musk continua a spingere per rendere la guida autonoma la chiave per un futuro di mobilità più sicuro e meno inquinante. Ridurre gli incidenti, diminuire il traffico e rendere gli spostamenti più accessibili sono i tre elementi su cui Tesla insiste da anni. Secondo l’azienda, i sistemi avanzati odierni possono ridurre drasticamente le collisioni più gravi, soprattutto se abbinati a un utilizzo corretto e vigile da parte dell’automobilista.
Il Full Self-Driving (Supervised), nello specifico, si occupa di quasi tutto: sterzata, cambi di corsia, frenate, accelerazioni, gestione dei flussi in città e accesso alle rampe autostradali. Il conducente rimane comunque responsabile e deve rimanere attento in ogni momento: non è guida autonoma completa, ma una forma evoluta di assistenza alla guida.
A differenza di altri player del settore, Tesla continua a puntare su un approccio basato interamente sulla visione artificiale. Il sistema prende decisioni grazie a reti neurali addestrate su miliardi di chilometri percorsi dalla flotta globale, senza usare sensori costosi o mappe ad alta precisione. È un modello che replica, con potenza di calcolo, ciò che gli esseri umani fanno con occhi e cervello per osservare, interpretare e reagire.
La quantità di dati raccolti rappresenta il vero carburante di questo progetto. Ciò permette al sistema di gestire non solo le situazioni quotidiane, ma anche scenari rari o insoliti che un singolo guidatore non affronterebbe mai.
Il sistema è già attivo in diversi Paesi extra-europei, ma nel Vecchio Continente serve ancora l’approvazione delle autorità. Tesla ha fornito dimostrazioni tecniche, documentazione e test su strada in 17 Paesi diversi, e conta di ottenere il nullaosta entro l’inizio del 2026.
Nel frattempo, tutte le Tesla attuali continuano a integrare l’Autopilot di serie e, secondo l’azienda, diventeranno progressivamente compatibili con funzioni sempre più avanzate man mano che verranno rilasciati nuovi aggiornamenti software.
Con queste anteprime, Tesla vuole far capire in anticipo cosa significherà viaggiare con un’auto che “guida da sola”, pur rimanendo sotto supervisione umana. Un assaggio di quello che potrebbe diventare lo standard della mobilità nei prossimi anni.






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