Nel pieno della corsa globale verso Windows 11, il Dipartimento per l’Ambiente, l’Alimentazione e gli Affari Rurali del Regno Unito ha deciso di andare… nella direzione opposta. Mentre tutti aggiornano i propri sistemi al nuovo sistema operativo di Microsoft, il DEFRA ha annunciato di voler spendere più di 300 milioni di sterline per acquistare oltre 30.000 nuovi laptop con Windows 10. Sì, proprio quella versione di Windows il cui supporto ufficiale si è concluso nell’ottobre del 2025.
DEFRA modernizza al passato, comprando 30.000 laptop con Windows 10
A prima vista sembra uno scherzo, o forse una decisione partorita da un funzionario che ha perso il calendario. In realtà, la spiegazione è più complessa (e un po’ triste): gran parte del software su cui si basa il lavoro quotidiano del ministero semplicemente non è compatibile con Windows 11. Aggiornare tutto significherebbe riscrivere applicazioni, rifare certificazioni di sicurezza, riformare personale. E così, invece di guardare avanti, si è scelto di restare un po’ più indietro — ma in modo ordinato e costoso.
Da un punto di vista tecnico, il salto da Windows 7 (che molti uffici del DEFRA ancora utilizzavano) a Windows 10 è comunque un progresso. Il supporto per Windows 7 è finito nel 2020 e lavorare con sistemi così datati, soprattutto in un ministero che gestisce dati sensibili, era ormai insostenibile. Ma resta il fatto che si tratta di un aggiornamento verso un sistema operativo già a fine corsa, un po’ come comprare una macchina nuova sapendo che tra pochi mesi non ci saranno più pezzi di ricambio.
C’è poi la questione della sicurezza. Microsoft ha previsto un programma a pagamento di aggiornamenti estesi (ESU) per chi proprio non può abbandonare Windows 10, ma il DEFRA non ha ancora chiarito se intende aderire. E se non lo farà, decine di migliaia di computer pubblici potrebbero restare vulnerabili, proprio mentre i criminali informatici affinano le loro tecniche.
Certo, dal loro punto di vista, passare da Windows 7 a Windows 10 è già una piccola rivoluzione. Ma per tutti gli altri suona come una decisione paradossale: un piano di “modernizzazione” che guarda al passato più che al futuro. Speriamo solo che, quando arriverà davvero il momento di migrare a Windows 11, non ci vorrà un’altra decade e altri milioni di sterline per farlo.
